Cinemorfina, per drogati di cinema

ABOUT A BOY


 
ABOUT A BOY

di Jessica Franchi

Regia: Chris Weitz, Paul Weitz
Produzione, anno: USA, Gran Bretagna , 2002
Genere: Commedia
Durata: 101 ‘
Cast: Hugh Grant, Rachel Weisz, Toni Collette, Nicholas Hoult
Voto:

Eh sì, anche in questo film ritroviamo l’amato Hugh Grant nei suoi ormai straconosciuti panni da scapolo impenitente, questa volta però il ritratto psicologico è un po’ più curato e ci da un personaggio finale perfettamente riuscito. Perfettamente riuscito perché forse in questo paladino del celibato, in questo convinto difensore della libertà e dell’egoismo ci riconosciamo un po’ tutti.
Will (Hugh Grant) ama la sua solitudine, la sua superficialità e, diciamocelo pure, la sua assoluta ignoranza. E’ convinto che la celeberrima citazione “Nessun uomo è un’isola” sia una frase di John Bon Jovi e la sua presunzione non mette neanche minimamente in dubbio la veridicità di questa convinzione! Perché Will è un’isola (“preferibilmente Ibiza!” ) e vuole rimanerci. E a noi Ibiza piace e forse ci identifichiamo in quest’isola. Ma il bello è che forse ci identifichiamo un po’ anche in Marcus (Nicholas Hoult), bambino emarginato, dallo sguardo triste, prigioniero della sua solitudine. Ma sarà poi veramente lui, il “boy” del titolo? O è forse il bambino mai cresciuto in Will? O forse il difficile passaggio alla maturità del bambino che è in tutti noi? Sta di fatto che Marcus stravolgerà la vita dell’affascinante single e l’arrivo di Will, a sua volta, darà una svolta alla vita di Fiona (Toni Collette), madre depressiva dell’adolescente. Musicoterapeuta, figlia dei fiori dai giusti ideali anticapitalisti, ma fallita come mamma, Fiona imparerà a rivedere le sue posizioni nel rapporto con il proprio figlio.
Questo film ci fa ridere e riflettere. Senza pretese ci sa emozionare. Abbiamo visto Grant nei panni di single-romantico (nel “4 Matrimoni e 1 funerale” di Mike Newell), nei panni di single-scroccone (nel “Criminali da strapazzo” di Woodi Allen) e in quelli, va da sé, di single-bastardo (in “Il Diario di Bridget Jones” di Sharon Maguire). Questo delizioso dipinto di “single parent” (o ragazzo padre, come si preferisce!) non ci deve proprio mancare.

19/10/02

 
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