Cinemorfina, per drogati di cinema

Assassinio sull’Orient Express


 
ASSASSINIO SULL’ORIENT EXPRESS
(Murder on the Orient-Express)

di Marco Cherubini

Regia: Sidney Lumet
Produzione, anno: Gran Bretagna, 1974
Genere: Giallo
Durata: 131′
Cast: Albert Finney, Ingrid Bergman, Lauren Bacall, Sean Connery, Richard Widmark, Martin Balsam, Jacqueline Bisset, John Gielgud, Anthony Perkins, Vanessa Redgrave, Michael York
Voto:

Siamo negli anni ’30, ed Hercule Poirot, il celeberrimo investigatore belga, compie il viaggio di ritorno nella sua patria adottiva, l’Inghilterra, a bordo del famoso treno internazionale Orient-Express, ove transitano i nomi più noti del bel mondo internazionale. Ma in una notte fredda e nevosa, in uno scompartimento dei wagon-lits, non lontano da quello dove riposa il celebre detective, viene ucciso Mr. Ratchett, un ambiguo uomo d’affari che proprio ad Hercule Poirot aveva invano chiesto protezione da oscure e non meglio precisate minacce. Una vera e propria sfida per Poirot e per le sue celebratissime “cellule grigie”; una sfida che richiederà tutto il suo impegno per dipanare una imbrogliatissima matassa, in cui nulla è in realtà come sembra, e nella quale ogni viaggiatore della carrozza incriminata sembra abbondantemente al di sotto di ogni sospetto.
Il piccolo belga riuscirà (come sempre) nel suo intento però assai rapidamente, ottenendo di venire a capo del tutto praticamente in tempo reale, semplicemente interrogando a turno ciascuno dei sospettati di questo incroyable événement.
Un capolavoro assoluto. Così fu unanimemente definito, in patria ed all’estero, questo film, fedelissimo al romanzo omonimo (ed altrettanto celebrato) scritto nel 1934 dalla regina del giallo per antonomasia, Agatha Christie; film che si avvale di un cast che definire stellare appare persino inadeguato. Uscito nelle sale nel 1974, la prima mondiale, in Gran Bretagna, vide la presenza della stessa autrice letteraria e della regina Elisabetta II. Impossibile per ragioni di spazio ricordare la bravura di tutti gli interpreti: del resto, anche solo passando l’indice sull’elenco dei protagonisti, e trovando “mostri sacri” come Ingrid Bergman (che vinse un Oscar per questa interpretazione) Lauren Bacall, Sean Connery, e ancora Richard Widmark, Vanessa Redgrave, Anthony Perkins, ecc. ecc., si rimane senza parole. Fin troppo spesso, film eccessivamente “farciti” di “guest stars” rivelano una miserevole pochezza dell’intero impianto: questo lavoro costituisce invece una felicissima eccezione.
Un capolavoro assoluto, dunque (per la regia di Sidney Lumet), si è detto, e con ragione. L’atmosfera che riesce a creare è quanto di meglio si possa immaginare, sospesa tra tensione e mistero, ed amplificata dalla sosta forzata del treno a causa della neve; il potenziale di immedesimazione che la storia trasmette allo spettatore è ai massimi livelli; l’intreccio giallo non delude affatto, naturalmente, nel suo esito finale, ed Albert Finney ci regala uno dei migliori Poirot mai visti sul piccolo e grande schermo; una pellicola preziosa, precisa nei più minuti dettagli (ogni particolare del treno stesso, d’epoca, e datato 1919, è perfetto): insomma una delizia per mente ed occhi.
Un’ultima curiosità: il romanzo della Christie si ispira ad una fatto di cronaca reale, che fece molto scalpore a quei tempi, ossia il rapimento e l’uccisione, nel 1932, del figlio del celebre trasvolatore Charles Lindberg.

 
Stop frame: Ovviamente indimenticabili i momenti in cui il delitto si compie.

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