Cinemorfina, per drogati di cinema

BLACK MASK 2


 
BLACK MASK 2
(Hak Hap 2, Black Mask 2: City of Mask)

di Giovanni Milizia

Regia: Tsui Hark
Produzione, anno: Hong Kong/Usa, 2001
Genere: Azione/Fantastico
Durata: 97′
Cast: Andy On, Jon Polito, Teresa Herrera, Scott Adkins, Traci Lords
Voto: Apri la legenda

Il supereroe Black Mask, deve questa volta fronteggiare una terribile organizzazione terroristica, che ha intenzione di trasformare l’intera umanità in mutanti mediante l’uso di una bomba batteriologica.

L’hongkonghese BLACK MASK (diretto nel 1996 da Daniel Lee e uscito anche in Italia con il titolo de LA VENDETTA DELLA MASCHERA NERA) era un discreto action-movie che aveva come punti di forza l’interpretazione convincente del protagonista Jet Li, attori collaudati quali Lau Ching-wan e Karen Mok, nonché mirabolanti coreografie di lotta realizzate dal mitico Yuen Woo-ping. Come tutti i film di successo che si rispettino, anche BLACK MASK ha avuto un sequel, per la regia di Tsui Hark (che figurava come produttore del primo episodio). Non sappiamo se la colpa sia da ascrivere alla regia di quest’ultimo, alle pressioni dell’americana COLUMBIA TRI-STAR (che ha prodotto il film in collaborazione con la FILM WORKSHOP dello stesso Hark), o alla trama della pellicola (che è pura idiozia); ma una cosa e sicura: BLACK MASK 2 è (e ci duole ammetterlo) veramente un brutto film.

Quello che su carta poteva essere un degno sequel, con un budget più consistente rispetto all’originale, per di più diretto da uno dei più grandi registi hongkonghesi di sempre, si rivela essere invece un’insulsa baracconata ultra-trash, dove da salvare c’è veramente ben poco.

In primis colpisce negativamente proprio la regia di Tsui Hark, il quale prosegue la strada intrapresa con THE BLADE e sviluppata con TIME AND TIDE, abusando di uno stile iper-cinetico e frastornante che si rifà non poco all’estetica dell’anime e del videogioco (frequente è infatti l’uso dello “split-screen”), grazie anche (in questo caso specifico) all’applicazione della CG. Se nei due esempi sopraccitati tale “modus operandi” risultava efficace e di sicuro effetto, in BLACK MASK 2 crea soltanto una gran confusione (accentuata, come nel caso di HONG KONG – COLPO SU COLPO con Jean-Claude Van Damme, da virtuosismi di macchina inutili e fini a se stessi): soltanto pochissime sequenze si salvano dall’indecenza (i fumettistici titoli di testa, l’inseguimento iniziale e parte del combattimento finale) e purtroppo, a causa di tutto ciò, le coreografie di Yuen Woo-ping risultano addirittura poco incisive e coinvolgenti.
Anche il look dei mutanti cattivi, a metà strada tra i mostri di gomma del telefilm POWER RANGERS e i mutanti di X-MEN (dei poveri), è alquanto pietoso e merita a pieni voti un bel pollice verso.
Se a tutto ciò abbinate pure degli attori scadenti (Andy On, con tutta la buona volontà, non è minimamente paragonabile a Jet Li) e una storia che più idiota di così non si può, ben avrete presente che cos’è BLACK MASK 2.

Spiace veramente che un regista del livello di Tsui Hark sia coinvolto in operazioni cinematografiche di così dubbio gusto e ancor di più ci rimane difficile credere che questo sia lo stesso autore di capolavori riconosciuti come il già citato THE BLADE (1995) o ONCE UPON A TIME IN CHINA (1991).
Se proprio volete dargli un’occhiata, sappiate che BLACK MASK è recentemente uscito a noleggio anche da noi in vhs/dvd per opera della COLUMBIA TRI-STAR: il tutto a vostro rischio e pericolo ovviamente.

11/06/2003

 
Stop frame:
– SPOILER –
. —–

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