Cinemorfina, per drogati di cinema

BULLET BALLET –


 
BULLET BALLET

di Giacomo Calzoni

Regia: Shinya Tsukamoto
Produzione, anno: Giappone, 1998
Genere: Drammatico
Durata: 83′
Cast: Tom Shinya Tsukamoto, Kirina Mano, Tatsuya Nakamura
Voto: Apri la legendaApri la legenda

Il suicidio della fidanzata sconvolge il precario equilibrio mentale di Goda, un pubblicitario che, ossessionato dal desiderio di possedere una pistola, si innamorerà di una ragazza punk, Chisato, finendo per aiutare la gang di quest’ultima contro una banda di rivali.

Bullet Ballet è cinema di corpi che sono già cadaveri: la deriva esistenziale è assoluta e non lascia scampo. Per i personaggi di Tsukamoto cercare e invocare la morte (tanto la propria quanto altrui) diventa l’unica e disperata affermazione della vita.
In una Tokyo violenta e spietata, che potrebbe essere benissimo una metropoli qualsiasi, l’autodistruzione è divenuta l’unica realizzazione possibile e compiuta del nostro vivere: la sola possibilità di salvezza in una realtà dove la relazione tra i sessi ha perso quasi ogni connotazione romantica e addirittura umana. Poca risulta essere dunque la differenza tra i personaggi di Bullet Ballet e l’anonimo impiegato di Tetsuo che si trasforma in robot.

Lo stile è quello ipercinetico e personalissimo di sempre, ma Shinya inserisce frammenti di poesia pura quasi impercettibili (al luna park, sulle scale mobili), aggiornando così il suo caratteristico pessimismo, sempre più sfaccettato, sempre meno definibile.
La corsa finale dei due protagonisti, che sembrano allontanarsi sempre più, è la riprova della loro incomunicabilità oppure l’ultimo, definitivo, tentativo di dimostrare che ancora siamo vivi? Difficile scegliere. Il cinema di questo geniale regista si presta a numerose interpretazioni, e anche se difficilmente lo si può considerare il suo miglior film, Bullet Ballet rimane comunque un’opera importante, preziosa, da non perdere per nulla al mondo.

23/03/04

 

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