Cinemorfina, per drogati di cinema

Central do Brasil


 
CENTRAL DO BRASIL
(Estaciòn central do Brasil )

di Francesca Colantoni

Regia: Walter Salles
Produzione, anno: Brasile , 1998
Genere: Drammatico
Durata: 106 ‘
Cast: Fernanda Montenegro, Vinicius de Oliveira, Othon Bastos, Marilia Pera
Voto:

E’ raro che un film venuto da lontano riesca a toccarci nel profondo con una storia commovente sul trionfo dei buoni sentimenti. E’ questo il caso di ”Central do Brasil”, il bellissimo film di Walter Salles accolto con lacrime e applausi di gioia dal pubblico e dalla critica e vincitore di numerosi premi internazionali come il Golden Globe per il miglior film straniero del 1998 e l’Orso d’oro al Festival di Berlino dello stesso anno. 
Il film narra la storia di una donna di mezza età di nome Dora che si mantiene scrivendo lettere per gli analfabeti nella caotica stazione centrale di Rio de Janeiro. Dora é sola, disillusa, cinica, e indurita dalle numerose esperienze negative della sua vita. Un giorno si ritrova a doversi occupare di Josué, un bambino di nove anni che ha perso la madre e che le chiede di scrivere una lettera per il padre mai conosciuto. All’inizio Dora pensa di sfruttare la situazione per ottenere denaro e porta il bambino in un presunto centro clandestino di adozioni, in realtà un’associazione criminale di trafficanti di organi. Venuta a conoscenza della verità, Dora diventa vittima degli scrupoli e strappa Josué dalle grinfie degli approfittatori iniziando con lui un lungo viaggio nel remoto nord est del Brasile alla ricerca del padre del ragazzo. Il loro viaggio on the road per il paese diventa un lento percorso di formazione. I due, all’inizio molto distanti l’uno dall’altra, cominciano ad avvicinarsi pian piano. Dora riscopre quei sentimenti che aveva tenuti sopiti troppo a lungo e Josué ritrova in lei quella famiglia che aveva perduto.
”Central do Brasil” é un film notevole sotto diversi punti di vista. Innanzitutto nel modo di dipingere i due protagonisti di cui ci vengono mostrate tutte le sfumature caratteriali e la lenta crescita che li porterà verso il cambiamento. Inoltre le vicende personali di Dora e Josué si intrecciano con quelle più grandi del popolo brasiliano e della realtà quotidiana di questo sterminato paese. Così il regista ci mostra i percorsi asfissianti nei mezzi di trasporto super affollati della popolazione più derelitta del paese, la triste parentesi dei trafficanti di organi, le cerimonie collettive e l’importanza della religiosità [non a caso il padre di Josué si chiama Jesus e i suoi figli portano i nomi di grandi personaggi biblici come Isaias e Moisés], e l’incredibile numero di analfabeti di tutte le razze ed età che vivono in Brasile. Anche la fotografia di Walter Carvalho contribuisce a darci un’idea concreta degli spendidi ma desolati ed enormi paesaggi brasiliani, lontani anni luce dall’idea metropolitana e moderna che a volte molte persone hanno di Rio de Janeiro e del Brasile in generale. Le inquadrature della macchina da presa si soffermano sulle favelas desolate, sulle strade non ancora asfaltate, sui grandi palazzoni anonimi della periferia di Rio. ”Central do Brasil” é un film prezioso perché riesce a trovare la bellezza nella grettezza e a mostrarci l’importanza nella vita di ognuno dei sentimenti e della fiducia negli altri. Bravissimi i due protagonisti, il giovanissimo Vinicius de Oliveira, dal volto espressivo e già duro per un bambino della sua età, e la fantastica Fernanda Montenegro, una delle pietre miliari del cinema brasiliano. La Montenegro riesce a rendere Dora un personaggio indimenticabile. Inoltre l’attrice ha anche ricevuto l’Orso d’argento per la migliore interpretazione femminile a Berlino per questo ruolo ed é stata candidata come migliore attrice agli Oscar dello stesso anno [prima attrice brasiliana in assoluto] venendo poi battuta da Gwyneth Paltrow. Il film venne inoltre candidato alle nominations come migliore pellicola straniera ma dovette arrendersi al ciclone Benigni. Molto probabilmente il film brasiliano avrebbe però meritato più de ”La vita é bella” la statuetta.
Per finire vorrei sottolineare la bravura del regista Walter Salles, autore anche dello splendido soggetto, e uno dei più straordinari registi brasiliani assieme a Bruno Barreto. Bellissima anche la musica di Antonio Pinto, commovente ed avvolgente. ”Central do Brasil” é senza dubbio un film che lascia delle scene indelebili nella storia del cinema.

 
Stop frame: la lettura della lettera del padre di Josué, la lettera di Dora a Josué, e tutte le lettere dettate dagli analfabeti a Dora perché sono piccoli spicchi di vita da cui emergono sentimenti e desideri della gente comune.

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