Cinemorfina, per drogati di cinema

CITY ON FIRE


 
CITY ON FIRE
(Long Hu Feng Yun )

di Giovanni Milizia

Regia: Ringo Lam
Produzione, anno: Hong Kong , 1987
Genere: Noir, Drammatico
Durata: 101 ‘
Cast: Chow Yun-fat, Danny Lee, Roy Cheung, Carrie Ng
Voto:

Ko Chow (Chow Yun-fat) fa il poliziotto, ma purtroppo non riesce ad andare d’accordo con i suoi colleghi, che gli mettono i bastoni tra le ruote, e con la sua ragazza (Ng), che vuole assolutamente che lui la sposi. Le cose si complicano quando gli viene affidato un caso di furto di gioielli: per scoprire i colpevoli egli si infiltra sotto mentite spoglie in una banda di malviventi, instaurando una profonda amicizia con uno dei membri (Lee), ma…

Il regista Ringo Lam purtroppo è da molti conosciuto solamente per le sue infelici incursioni in terra americana, dove ha diretto con scarsi risultati il solito Jean-Claude Van Damme in film come “Maximum Risk” (1997), “The Replicant” (2000) e “The Monk” (2001, ancora inedito in Italia); prodotti francamente da evitare. Lam è in realtà uno dei nomi di punta, insieme a Tsui Hark e al più celebre John Woo, della prima “new wave” hongkonghese e l’autore di alcuni tra i più bei noir realizzati nell’ex-colonia britannica tra gli anni ’80 e gli anni ’90, come “Prison on Fire” (1988), “Wild Search” (1989), “Full Concact” (1992) e lo stesso “City on Fire”, del quale adesso ci stiamo occupando.
Il regista ci racconta con grande maestria, di una Hong Kong fredda, glaciale, dura (il colore dominante nella pellicola è il blu a significare tali sentimenti), dove si aggirano persone sole, senza speranze.
Per Lam le differenze tra il buono e il cattivo, il poliziotto e il malvivente non esistono: sono tutti posti sullo stesso piano. “City on Fire” trasuda pessimismo da tutti i pori, il pessimismo tipico degli anni ’80 da molti considerati “il Medioevo del XX secolo”; anni che dietro la loro facciata luccicante e patinata, hanno in realtà rappresentato per alcune generazioni il buio più assoluto.
A testimonianza di tutto ciò c’è nel film la magistrale performance recitativa del protagonista Chow Yun-fat ( che per le sue notevoli qualità di attore è stato soprannominato da alcuni critici “il Robert de Niro d’Oriente”), visto recentemente in “Anna and the King”, al fianco di Jodie Foster e ne “La Tigre e il Dragone”, che riesce con estrema bravura a interpretare la parte di Ko Chow, un poliziotto solo contro tutto e tutti.

Non in molti sanno (ed è un bene sottolinearlo) che “City on Fire” è il film che ha influenzato maggiormente Quentin Tarantino per realizzazione della sua pellicola di esordio, “Le Iene” (1992). Le analogie presenti tra quest’ultimo film, e quello hongkonghese sono notevoli. Tarantino si è ispirato al film di Lam, sia per quanto riguarda la storia, alquanto simile (anche “Le Iene” racconta di una banda di ladri, nella quale si infiltra un poliziotto, che diventerà poi amico di uno dei membri) e sia per quanto riguarda alcune sequenze (su tutte quella nella quale il poliziotto infiltrato, interpretato qui da Tim Roth, spara ad un collega per difendersi e soprattutto la magistrale scena nella quale i membri della banda si puntano ognuno la pistola in faccia all’altro). Chiaramente in questo caso non si può parlare di plagio, ma semplicemente di omaggio, visto che Quentin Tarantino non ha mai negato di essere un accanito fan del cinema “Made in Hong Kong”.
“City on Fire” può essere reperito facilmente attraverso l’importazione parallela. In Inghilterra il film è stato editato in VHS dalla “Made in Hong Kong”, in lingua originale con i sottotitoli in inglese: se ne consiglia vivamente la visione.

25/10/02

 
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