Cinemorfina, per drogati di cinema

CUORI IN ATLANTIDE


 
CUORI IN ATLANTIDE
(HEARTS IN ATLANTIS )

di alxandra

Regia: Scott Hicks
Produzione, anno: USA , 2001
Genere: Commedia
Durata: 101 ‘
Cast: Anthony Hopkins, Anton Yelchin, Mika Boorem, Hope Davis, David Morse
Voto:

Billy ormai adulto (David Morse), torna al paese natale per il funerale di un vecchio compagno di giochi, Sully (Will Rothhaar) e in quella stessa occasione apprende della morte di Carol (Mika Boorem)la terza dell’inseparabile gruppo di quando aveva 11 anni. La triste notizia lo porta indietro all’estate del suo undicesimo compleanno. In quel periodo grazie alla presenza di Ted Brautigan (Anthony Hopkins), uomo misterioso ma che prende a cuore il giovane Bobby (Anton Yelchin) tanto da divenirne la figura paterna mancante e il primo amico adulto. La madre di Bobby, giovane bella ed egoista, non fa altro che parlar male del marito morto privando il ragazzo di una figura paterna da imitare e rispettare finché Ted Brautigan non rimetterà le cose a posto facendo scoprire al ragazzo che gran brava persona fosse il padre. Ma cosa ha di speciale questo vecchio solo e misterioso? Bobby assiste a dei momenti di totale assenza da parte di Ted e casualmente scopre che l’uomo possiede dei poteri che gli permettono di leggere nella mente e nel cuore delle persone. Ma proprio per questo lo inseguono degli uomini – gli uomini bassi – vestiti tutti di grigio con il borsalino sulla testa. Essi sembrano mimetizzarsi tra le persone ma si riconoscono perché hanno delle auto molto vistose. Bobby in cambio di un dollaro al giorno, e della speranza di potersi comprare la bicicletta tanto desiderata, accetta di leggere tutti i giorni il giornale a Brautigan e di tenere gli occhi aperti se in paese dovessero sopraggiungere gli uomini bassi. La vita scorre, Bobby fa le sue prime esperienze da adolescente, da’ il primo bacio (che paragonerà per tutta la vita con gli altri ricevuti che non reggeranno mai il confronto) a Carol e scoprirà l’importanza di un’amicizia vera come quella sua e di Ted. La madre ancora una volta gretta e meschina tradirà Ted e lo farà arrestare e il figlio finalmente le dirà ciò che pensa di lei facendole aprire gli occhi. Madre e figlio si trasferiranno in un’altra città e ricominceranno una nuova vita.
Hopkins sembra un po’ sotto tono, molto bravo il giovane Yelchin, così pure per la giovane Mika Boorem. La regia scorre lenta indugiando forse un po’ troppo nel gusto delle cose passate e sdolcinate. Il film è piacevole ma prevedibile e melenso, ci si aspettava qualcosa di più data la firma di William Goldman nella sceneggiatura (Misery non deve morire) e la fotografia di Piotr Sobocinscki che, stupenda, avvolge di luce i personaggi creando però anch’essa un clima nostalgico e lacrimevole.

 
Stop frame: catartico il momento in cui il piccolo Billy le suona al compagno prepotente.

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