Cinemorfina, per drogati di cinema

DAREDEVIL di Luca Cerquatelli


 
DAREDEVIL

di Luca Cerquatelli

Regia: Mark Steven Johnson
Produzione, anno: USA, 2003
Genere: Fantastico
Durata: 103′
Cast: Ben Affleck, Jennifer Garner, Michael Clarke Duncan, Colin Farrell, Jon Favreau
Voto: Apri la legenda

Il dodicenne Matt Murdock perde la vista a seguito di un incidente in cui viene a contatto con sostanze radioattive. Acquisirà però speciali poteri: un sovraumano sviluppo dei quattro sensi rimasti, più un “sesto” senso radar sostitutivo della vista. Molti anni dopo Murdock è un non-vedente molto particolare: di giorno fa l’avvocato insieme al socio Foggy Nelson, mentre di notte diventa Daredevil, un vigilante mascherato che controlla il quartiere newyorkese di Hell’s Kitchen.

L’uscita di Daredevil negli U.S.A. è stata una delle più fruttifere degli ultimi anni (43,5 milioni di dollari solo nel primo weekend, secondo miglior esordio dopo quello di “Hannibal”), successo dovuto sicuramente alla popolarità del personaggio, uno dei più amati dell’universo dei comics Marvel. La serie fumettistica Daredevil (più tardi divenuta “Devil”) riscosse enorme successo a partire dal 1981, quando fu presa in mano da un autore allora poco conosciuto, Frank Miller (oggi uno dei mostri sacri del fumetto mondiale), che in poco tempo riuscì a dare ad un fumetto “seriale” un’impronta d’autore che lo portò ad essere la punta di diamante del periodo d’oro del fumetto americano. Questo film di Mark Steven Johnson è praticamente un fedelissimo mix dei 24 numeri scritti e disegnati da Miller negli anni ’80, ma sfortunatamente privato del fascino, dello stile, e della regia degli originali cartacei.

Portare l’opera di Miller su pellicola senza perderne la bellezza non era a mio avviso cosa facile, ma è stato sicuramente discutibile il modo in cui ci ha provato Johnson, regista e sceneggiatore di un film che vuole inglobare in soli 103 minuti storie e personaggi che avrebbero potuto costituire materiale per dieci lungometraggi! In questo modo l’affascinante universo milleriano di Hell’s Kitchen, basato su personaggi definiti e psicologicamente complessi, viene ridotto ad uno squallido ghetto abitato dai soliti stereotipi Marvel. Ridicola la caratterizzazione del killer Bullseye (interpretato da un inadatto Colin Farrell), presentato come un paranoico giocherellone tutt’altro che impressionante (Il Bullseye di Miller è un inquietante killer dallo sguardo di ghiaccio, ossessionato dalla sua stessa paura per Devil); dicasi ugualmente per Elektra, il personaggio più controverso e affascinante dell’intera serie, azzeccato nel film solo per la scelta della rassomigliantissima attrice, una Jennifer Garner bella da togliere il fiato (si parla già di un lungometraggio interamente dedicato ad Elektra!).

Il film risulta quindi molto frammentario, frettoloso (con evidenti buchi di sceneggiatura), e alla fine ciò che ci viene somministrata non è altro che una storiella banalissima, dove la parte migliore rimane quella iniziale riguardante l’introduzione del protagonista. Disordinata la regia: neppure le scene d’azione risultano essere particolarmente avvincenti.
Insomma, troppe le idee e pochi i fatti, in questo ultimo film del filone supereroistico, ma principalmente poca poesia, pochissima atmosfera, e zero intento di comunicarci qualcosa di nuovo.

07/04/03

 

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