Cinemorfina, per drogati di cinema

Desert Vampires


 
DESERT VAMPIRES
(The Forsaken )

di Luciana Morelli

Regia: J.S. Cardone
Produzione, anno: USA , 2001
Genere: Horror
Durata: 90′ ‘
Cast: Kerr Smith, Brendan Fehr, Izabella Miko, Johnathon Schaech
Voto:

La piccola chicca regalataci nel 1998 dal “maestrodel brivido John Carpenter si chiamava “Vampires“, un delizioso western-horror sul genere di “Dal tramonto all’alba”; questo film si chiama “Desert Vampires” e non è altro che la scadente, piuttosto noiosa, banale e poco originale versione teen-ager.
La storia piuttosto scialba di un’avventura nel deserto del giovane Sean (quel Kerr Smith già visto nella serie TV “Dawson’s Creek” ed in “Final Destination“) che un bel giorno, approfittando del matrimonio della sorella a Miami, accetta di consegnare per conto di un amico una lussuosa Mercedes alla proprietaria residente proprio nella città in cui è diretto.
Durante questa traversata Sean si imbatte in un autostoppista, Nick (interpretato da Brendan Fehr, anch’egli già visto in “Final Destination”, nell’horror “La casa di Cristina” e nella serie televisiva “Roswell“) che lo convince a dargli un passaggio offrendosi di pagargli la benzina. Sean accetta e, contravvenendo alle istruzioni che gli erano state raccomandate dall’amico che gli aveva affidato l’auto, inizia suo malgrado una serie peripezìe che, ad un certo punto, uniranno al gruppetto anche la stralunata Megan (Izabella Miko, già intravista in “Le ragazze del Coyote Ugly“) una biondina piuttosto scialba in continuo contatto “telepatico” con il vampiro che l’ha morsa e che per quasi tutto il film è imprigionata in uno stato di semi-incoscienza (personaggio copiato da “Vampires” in cui la biondina in questione era interpretata da Sheryl Lee). I due cercheranno di salvarla bloccando il misterioso “virus” (così è chiamata la contaminazione che trasforma in vampiro colui che viene morso) di cui è rimasta contagiata dopo il morso di Kit, un luciferetto di bassa lega (l’inespressivo Johnathon Schaech) che non assomiglia neanche lontanamente al bellissimo capo vampiro di Carpenter interpretato da Thomas Ian Griffith (che farà parte anche del cast del sequel “Vampires 2: Los Muertos”, la cui uscita è prevista nella prossima stagione). I due attori protagonisti dovrebbero in qualche modo emulare le gesta di James Woods e del suo compagno di squadra Daniel Baldwin (l’unico cicciottello della famiglia di belli) ma, dell’azione e del movimento diVampiresnon c’è neanche l’ombra. Degli elegantissimi vampiri di Carpenter, che spuntano dal terreno vestiti di pelle nera non appena il sole tramonta, non c’è assolutamente nulla; qui i succhiasangue sono una massa di assatanati macellai splatter senza la minima parvenza di fascino. Non c’è traccia neanche di pallottole e punteruoli d’argento presenti in ogni film sui vampiri che si rispetti ma c’è, in compenso, un metodo quanto mai “innovativo” per rallentare il virus per un massimo di due anni: la somministrazione di un miscuglio di anfetamine ed altre droghe ideato da un medico che rimase vittima di un morso qualche tempo prima. L’unico modo per distruggere definitivamente il virus ed interrompere così l’inevitabile trasformazione è uccidere il maestro vampiro autore del morso….
Chissà se questi osceni “ammazzavampiri” ci riusciranno oppure il futuro ci riserverà un altro dei tanti assurdi sequel (come se questo “film” non fosse già abbastanza inutile).
L’aridità del deserto in cui è ambientata questa pellicola, diretta da J.S. Cardone (autore solo di qualche decente splatter riservato agli appassionati del genere), è nulla in confronto all’aridità della trama e delle interpretazioni degli attori che partecipano a questo ennesimo mediocre horroretto estivo. Risparmiatevi i soldi del biglietto.

 
Stop frame: L’unica cosa degna di nota di tutto il film è la splendida Mercedes color panna modello “Pagoda” cabrio.

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