Cinemorfina, per drogati di cinema

ENRICO V –


 
ENRICO V
(Henry V)

di Marco Cherubini

Regia: Kenneth Branagh
Produzione, anno: Gran Bretagna, 1989
Genere: Drammatico
Durata: 137′
Cast: Kenneth Branagh, Emma Thompson, Ian Holm, Derek Jacobi
Voto: Apri la legendaApri la legenda

Fedele al testo shakespeariano e con un precedente cinematografico di lusso. Ecco come si potrebbe riassumere questo Enrico V, che un Kenneth Branagh non ancora trentenne ha messo in scena nel 1989. Una trasposizione senz’altro dignitosa, girata evidentemente con una parsimonia di mezzi che non scandalizza, e che anzi la rende distinguibile (trattandosi di opera inglese, come il Poeta) dai consueti lavori dei loro cugini d’oltreoceano, lavori assai spesso farciti di effetti speciali oltre ogni logica e buon senso. Inoltre, le scenografie tutto sommato semplici trovano sponda nella scelta di richiamare, nel film stesso, la messa in scena originale di Shakespeare del Globe Theatre di Londra, allestita certamente a quel tempo, con poveri legni e fondali dipinti. Curato il cast, che annovera, oltre allo stesso Branagh, nel ruolo ovviamente del sovrano inglese, attori del calibro di Emma Thompson e del bravo Ian Holm. Fedele all’opera, dicevamo, al punto da essere recitata sulla base del testo originale, d’accordo, e comprensiva perfino del Coro, nella figura di un tale vestito in abiti moderni, che irrompe qua e là nelle scene del dramma per narrare la vicenda. Fedele nei contenuti, colmi di traboccante orgoglio inglese e degli errori del Bardo, che ad esempio fa guerreggiare gli eserciti contrapposti a colpi di cannoni a quei tempi non certo esistenti (beh, licenze poetiche, no ?).
Altro argomento da sondare brevemente, l’essere un epigono, pur di buona fattura, del ben più celebre Enrico V di Laurence Olivier (ancora, guarda caso, in veste di regista – protagonista): opera assai celebrata, datata, sontuosa, da cui il lavoro di Branagh si discosta per la modernità di esecuzione, per un marcato minimalismo, e per altre cose ancora, tra cui, ovviamente l’esser venuto dopo quel che è considerato un capolavoro.

Quanto alla trama, vengono qui rievocati alcuni episodi della famosa Guerra dei Cent’anni, che vide contrapposti gli eserciti inglesi e francesi (per le velleità di Enrico III d’Inghilterra) per il diritto di successione al trono di Francia, e che si combatté, con alcuni intervalli, tra il 1339 ed il 1453. Il conflitto (che vedrà tra gli ultimi protagonisti anche Giovanna d’Arco) avrà termine con un sostanziale ripiegamento inglese oltremanica. Questa parte della storia narra invece della fulgida vittoria di Enrico V, ottenuta nel 1415 in terra di Francia, con la sconfitta dei nemici ad Azincourt, che spianerà la strada alla conquista di Parigi, ed all’ottenimento, pochi anni dopo, da parte dello stesso Enrico, della corona di Francia; corona che alla sua morte tornerà comunque nelle mani dei francesi. Una breve parentesi, tutto sommato, nella storia, ma una pagina epica ed eroica per il popolo inglese.
La narrazione principia con la determinazione del giovane Enrico, dai suoi nemici a torto considerato debole e viziato, come mostrava di essere nella sua prima giovinezza, nel muovere guerra contro il re di Francia, per rivendicare i suoi diritti. Ma il tradimento cova nell’ombra…

01/09/03

 
Stop frame:
– SPOILER –
Anche non conoscendo la pellicola omonima che la ha preceduta, non c’è niente da fare; vedi Kenneth Branagh, e ti viene subito in mente Laurence Olivier. Dev’essere un buon segno, no ?

Like this Article? Share it!