Cinemorfina, per drogati di cinema

EXODUS: TALES FROM THE ENCHANTED KINGDOM


 
EXODUS: TALES FROM THE ENCHANTED KINGDOM

Regia: Erik Matti
Produzione, anno: Filippine, 2005
Genere: Fantasy
Durata: 106′
Cast: Ramon “Bong” Revilla Jr., Jay-R, Aubrey Miles.
Voto: Apri la legenda

In un’epoca senza tempo il malvagio signore del male Bugulbol (Jay-R) aspira ad ottenere il controllo assoluto del Regno Incantato. Solo l’invincibile e impavido mercenario Exodus (Revilla Jr.), aiutato dai Signori dei Quattro Elementi (Fuoco, Acqua, Aria, Terra), potrà fermare la sua brama di conquista.

EXODUS: TALES FROM THE ENCHANTED KINGDOM, ispirato ad un famosissimo (nelle Filippine) parco di divertimenti a tema (vedi anche la saga targata Disney de I PIRATI DEI CARAIBI), è l’ultima fatica cinematografica di Erik Matti, prolifico regista conosciuto dagli appassionati di cinema orientale per aver realizzato varie pellicole come il divertente e assurdo GAGAMBOY, una sorta di Spider-Man in salsa tagalog.

Il film, ennesimo esempio di quanto sia popolare nelle Filippine il cinema fantastico (citiamo tra i tanti MULAWIN del 2006 e ENTENG KABISOTE, datato 2004), si rifà, inevitabilmente, ad altre pellicole del genere.
Abbiamo scene di battaglia di massa che si ispirano, fatte le dovute differenze di budget, alla trilogia de IL SIGNORE DEGLI ANELLI, elementi cyber-punk, ma anche strizzatine d’occhio al cinema fantasy di marca hongkonghese sia per quanto riguarda il look dei personaggi (quello di Bangkila e di Lin-Ay richiamano rispettivamente quello di Invisibile Girl in HEROIC TRIO e di Dawn in THE LEGEND OF ZU), che per quanto concerne le sequenze di azione, caratterizzate dall’uso smodato del “wire-work” (non per niente sono coreografate da Philip Kwok, attore attivo in molte pellicole di gong-fu prodotte dalla Shaw Brothers negli anni ’70 e già responsabile delle scene action di HARD BOILED e de IL PATTO DEI LUPI), ma anche da effetti speciali in CGI di modesta fattura.

EXODUS: TALES FROM THE ENCHANTED KINGDOM è una pellicola un po’ cheap, forse non per tutti i palati ma in definitiva, se si mette in stand by il cervello per meno di due ore e ci si lascia andare durante la visione, risulta abbastanza divertente, nonché sufficientemente avvincente e non mancherà di appassionare gli spettatori, soprattutto i più piccini.
Utile per scoprire il folto e bizzarro “regno incantato” (tanto per rimanere in tema) del fantasy “made in tagalog”.

23/08/2007

 
Stop frame:
– SPOILER –

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