Cinemorfina, per drogati di cinema

FACE/OFF – DUE FACCE DI UN ASSASSINO


 
FACE/OFF – DUE FACCE DI UN ASSASSINO
(Face/Off)

Regia: John Woo (Ng Yu-sam)
Produzione, anno: Usa, 1997
Genere: Azione/Thriller/Drammatico/Melò
Durata: 137′
Cast: John Travolta, Nicholas Cage, Joan Allen, Gina Gershon, Alessandro Nivola
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L’agente federale Sean Archer (Travolta) ha come suo unico scopo quello di catturare il terrorista Castor Troy (Cage), responsabile della morte del figlioletto durante un attentato.
Archer scopre dove si trova il malvivente e dopo un rocambolesco inseguimento nell’aeroporto di Los Angeles riesce finalmente a fermarlo, riducendolo in fin di vita. Tutto sembrerebbe finito, ma in realtà l’agente scopre che Troy ha piazzato, proprio nel Palazzo dei Congressi della città californiana, una bomba pronta ad esplodere da un momento all’altro. Per Sean Archer inizia una nuova missione…

FACE/OFF è il terzo film realizzato in USA dal regista hongkonghese John Woo, e sicuramente uno dei migliori (l’altro è WINDTALKERS) di quelli da lui girati in terra americana.
John Woo, apprezzato autore di capolavori come THE KILLER (1989) e A BULLET IN THE HEAD (1990), esordì in America nel 1993, dirigendo il modesto SENZA TREGUA (HARD TARGET), con Jean-Claude Van Damme, film che se da una parte nobilitò la mediocre carriera dell’attore belga; dall’altra fu per lui un infelice inizio. La pellicola venne infatti penalizzata dall’intervento della censura americana, che considerò il film alquanto crudo e lo massacrò con pesanti tagli (si attende ancora il “director’s cut”). Una sorte non differente toccò anche al secondo lavoro (in USA) del regista, NOME IN CODICE: BROKEN ARROW (BROKEN ARROW, 1996), interpretato da John Travolta e Christian Slater. In questo caso Woo non riuscì ad esprimersi pienamente e si ritrovò ad essere un semplice esecutore. La pellicola ne risentì non poco: egli non potè dire la sua in fase di montaggio e gli fu negato persino l’utilizzo del “ralenti”, elemento fondamentale del suo stile registico.
Solo di una cosa John Woo poteva essere soddisfatto: i due film ebbero un buon successo al botteghino, e di conseguenza egli cominciò ad essere sempre più apprezzato come regista, tanto da ottenere la completa fiducia delle “major”.
Nel 1997 fu il turno di FACE/OFF. Sicuro di poter finalmente agire in piena libertà, il Nostro cambiò quasi completamente la sceneggiatura originale scritta da Mike Werb e Michael Colleary.
La pellicola doveva essere inizialmente un “action” fantascientifico pieno di effetti speciali; niente di più lontano dalla sua idea di cinema. Woo decise di ridurre al minimo gli effetti speciali, per curare maggiormente la psicologia dei personaggi. Ambientò quindi la storia ai giorni nostri e mantenne l’idea fantascientifica di base: solo indossando letteralmente la faccia del suo mortale nemico, grazie ad un avveniristico intervento chirurgico, e assumendo quindi la sua identità, Archer potrà ingannare il paranoico fratello di Castor, Pollux (Nivola), per poter scoprire dove è celata la bomba. Allo stesso tempo, Troy, una volta risvegliatosi dal coma e saputo l’inghippo, si farà trapiantare la faccia di Sean, impossessandosi della sua vita privata. Ed è proprio questo il fulcro del film di Woo: lo scambio di identità dei due acerrimi nemici, metafora della mescolanza tra il bene e il male.
Lo scambio cha avviene tra Archer e Troy non è solo superficiale. Il primo deve fingere di essere Troy per conquistare la fiducia dei suoi complici e comincia ad agire come lui, a pensare come lui, a sentirsi parte di lui. Allo stesso modo si comporta il secondo in qualità di Archer. A questo punto il piacere e la sofferenza, il sogno e la realtà si fondono. Sean Archer capisce nel profondo cosa vuol dire essere Troy, e la sua vera personalità quasi soccombe di fronte a quella del suo antagonista. Castor Troy, al contrario, che è un folle, uno schizofrenico, riesce a sfruttare agilmente a suo vantaggio la sua nuova identità, penetrando pian piano nella vita coniugale del rivale; prendendone il posto. Inevitabile sarà il decisivo “faccia a faccia” (una espressione alquanto pertinente in questo caso) tra i due.
L’adeguata caratterizzazione dei personaggi (accentuata anche dall’efficace interpretazione del duo Travolta/Cage) e l’attenzione per il lato melò (vedi il rapporto tra Castor e Pollux e quello tra Archer e la famiglia), si sposano a meraviglia con la spettacolarità delle scene d’azione, coreografate e rappresentate come un balletto (non dimentichiamo che il sogno nel cassetto di John Woo è stato sempre quello di girare un musical: emblematica in questo senso è la coinvolgente sparatoria ambientata nella casa della compagna di Castor, sottolineata dalle note del classico “Over the Rainbow” da IL MAGO DI OZ del ’39).
Unico neo, lo scontato finale alla “e vissero tutti felici e contenti” voluto dalla produzione, che si discosta molto da quello pensato in realtà da Woo (secondo il regista, Archer era condannato a rimanere per sempre con la faccia di Troy, senza poter riavere la sua identità), ma per il resto siamo ai massimi livelli (la sequenza finale, ambientata nella chiesa, è una chiara auto citazione dal suo già citato capolavoro hongkonghese THE KILLER).
In definitiva FACE/OFF può essere tranquillamente considerato un film di John Woo al 100%, che rappresenta e rispetta pienamente le tematiche e la poetica del Nostro; un cineasta straniero che, tra alti e bassi, continua con caparbietà a far valere la sua personalità e le sue idee ad Hollywood.

03/02/03

 

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