Cinemorfina, per drogati di cinema

Fantasmi da Marte


 
FANTASMI DA MARTE
(John Carpenter’s Ghosts of Mars)

di Milizia Giovanni

Regia: John Carpenter
Produzione, anno: USA, 2001
Genere: Fantascienza/Horror
Durata: 100′
Cast: Natasha Henstridge, Ice Cube, Pam Grier
Voto:

Siamo su Marte, in un possibile futuro: la poliziotta Melanie Ballard (Henstridge) insieme alla sua squadra viene inviata presso un penitenziario del pianeta rosso per prelevare il pericoloso malvivente “Desolazione” Williams (Ice Cube) lì detenuto da alcuni giorni. Ma una volta arrivati i nostri avranno una bella sorpresa.
C’era una volta un ottimo regista di nome John Carpenter, autore di film meravigliosi come “La Cosa”, “1997, Fuga da New-York”, “Halloween”, “Grosso guaio a Chinatown”, ecc., che sono diventati giustamente delle pietre miliari della storia del cinema mondiale. Questo geniale film maker (che tra l’altro a volte realizzava anche la colonna sonora e la sceneggiatura dei suoi film), non solo riusciva a regalarci delle storie sensazionali, ma soprattutto riusciva a donarci delle opere molto originali dal punto di vista narrativo.
I lettori più attenti, avranno giustamente notato che chi scrive ha usato l’imperfetto, un verbo che di solito si usa per indicare cose o persone passate e che quindi sono state: ebbene sono poco lieto di annunciarvi che anche se Mr. Carpenter è ancora vivo biologicamente (per fortuna), con questo “Fantasmi da Marte” dimostra invece di essere bello che defunto dal punto di vista registico-narrativo.
Mi spiego meglio: questo “film”, per chi scrive, è stato una delle più grandi delusioni del 2001. Carpenter non ha fatto altro che realizzare un prodotto più che mediocre, scarsamente coinvolgente e con una sceneggiatura (in parte firmata anche da lui), che si rifà non poco e con poca originalità, ad altri film suoi e di altri registi. Ecco gli ingredienti della ricetta: 1. Prendete un po’ della saga di “Alien” (l’eroina dura e cattiva sola contro gli alieni), 2. Aggiungeteci un po’ di “La Cosa” e “Zombi” (i marziani che si impossessano dei corpi umani e il manipolo di eroi che è isolato e costretto ad affrontare i mostri extraterrestri), 3. Aggiungeteci ancora un po’ di “Pitch Black” (il galeotto di colore dalla personalità ambigua [interpretato qui da Ice Cube, un tizio che sembra più che altro “Arnold” dell’omonima sit-com americana da grande e che nemmeno dopo tre milioni di plastiche e sedute di palestra potrebbe sperare di ottenere il carisma di Vin Diesel, il protagonista del film suddetto] ), 4. Condite il tutto con un po’ di “Distretto 13: le brigate della morte” (gli eroi chiusi nel penitenziario-fortino assaliti dai marziani inferociti), e avrete bello e pronto l’insipido piatto chiamato “Fantasmi da Marte”.
Questo non ce lo aspettavamo da te John, come proprio non ci aspettavamo certe superficialità e cadute di tono, cose delle quali non ci avevi mai abituato sino ad adesso e che invece il film presenta copiosamente: perché, come giustamente qualcuno ha notato, non hai approfondito di più il concetto di società matriarcale presente nell’ipotetico futuro da te raccontato nel film? Perchè hai creato degli alieni che non spaventerebbero nemmeno mia nonna, vestiti tutti come dei fans della musica Heavy-Metal ( da manuale del cinema scult è il capo dei Marziani, una specie di versione palestrata di Marilyn Manson che per tutto il film non fa altro che mulinare una clava e digrignare i denti, per poi prendere sempre un sacco di botte ogni volta che ingaggia un combattimento corpo a corpo con il buono di turno)? Perchè hai filmato/montato le scene d’azione in quella maniera così confusa, piatta e banale e perché mai hai infilato in bocca a quel pesce lesso di Ice Cube quelle insulse battute (“Andiamo a spaccare il culo a quei bastardi!” o una cosa del genere) nella scena finale, che sanno tanto di film pseudo-rambistico anni ’80? Insomma, perché non sei più John Carpenter?
Chi scrive si stupisce che certi critici abbiano espressi giudizi positivi su questo lungometraggio, ma quasi sicuramente quei critici sono gli stessi che hanno avuto il coraggio di dire che “Merry Christmas” segna la rinascita della Commedia italiana: roba da denuncia! Da parte mia, dopo aver visto “Fantasmi da Marte”, c’è solo il desiderio di andare da Mr. John, bussargli sulla capocchia e chiedergli: “Hello Carpenter, c’è qualcuno in casa?” (“Ritorno al futuro” docet).

 
Stop frame: Francamente mi sfugge.

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