Cinemorfina, per drogati di cinema

FIGLI/HIJOS


 
FIGLI/HIJOS

di Luca Cerquatelli

Regia: Marco Bechis
Produzione, anno: Italia, 2001
Genere: Drammatico
Durata: 93′
Cast: Carlos Echevarria, Julia Sarano, Stefania Sandrelli, Enrique Pinero
Voto:

In una squallida stanzetta di un ospedale argentino una donna partorisce tra dolori lancinanti una coppia di gemelli. Fuori della stanza due brutti ceffi aspettano svogliatamente la fine del travaglio per portarsi via il bambino, ignari della coppia. Così l’ostetrica, su preghiera della madre, riesce a nasconderne uno in una borsa, sottraendolo ai due aguzzini. “Dovrà chiamarsi Rosa…” le dice la madre stremata, prima di venire brutalmente trascinata via dai due uomini. Milano, venti anni dopo, una bella ragazza argentina cerca una ragazzo di nome Javier; lei si chiama Rosa, e da anni sta cercando il suo fratello perduto…
Da questo antefatto Marco Bechis, regista argentino di sicuro talento reduce dal successo di Garage Olimpo, lascia partire una storia dei giorni nostri, drammatica ma anche romantica, che ci racconta attraverso le vicende di due giovani, Rosa (Julia Sarano) e Javier (Carlos Echevarria), dalle vite diverse ma accomunate da uno stesso tragico passato, la tragedia dei desaparecidos argentini, risultato di una guerra politica che tra gli anni ’70 e ’80 causò migliaia di vittime e centinaia di orfani. Bechis ci racconta tutto ciò mostrandoci non i fatti documentati, ma le conseguenze di essi, soffermandosi su una piccola vicenda famigliare che riesce però a colpire dritto il cuore dello spettatore.
La regia si avvale di scelte stilistiche molto “d’autore”, utilizzando in maniera non convenzionale la “soggettiva” o la “camera a spalla”, a  sottolineare un attento legame emotivo tra immagine e personaggi. La cinecamera indaga in ogni sequenza sui volti dei protagonisti, sul loro dolore interiore, limitando al minimo dialoghi e scene, e lasciando  tutto il resto ad una carismatica, attenta fotografia dai toni freddi e marcati.
Quasi un road movie questa pellicola, che non assume mai un tono documentaristico (se non nel finale), ma si sposta su un registro intimista, senza però trascurare i colpi di scena e gli spunti romantici. Da segnalare l’interpretazione degli attori, tutti in ruolo (molto intensa la nostra Stefania Sandrelli), ed una colonna sonora essenziale ma azzeccata. Tuttavia il film risulta in alcune parti troppo statico, trascurando le ambientazioni come pure alcuni dialoghi “necessari” ad un copione veramente ridotto all’osso.

 
Stop frame: La scena che segue il test del DNA, quando i due presunti fratelli dovranno confrontarsi con la verità della loro drammatica vicenda.

Like this Article? Share it!