Cinemorfina, per drogati di cinema

FIST OF LEGEND


 
FIST OF LEGEND
(Jing Mo Ying Hung )

di Giovanni Milizia

Regia: Gordon Chan
Produzione, anno: Hong Kong , 1994
Genere: Gongfupian
Durata: 106 ‘
Cast: Jet Li, Billy Chow, Nakayama Shinobu, Ada Choi
Voto:

Anno 1921. Durante l’occupazione giapponese in Cina, il giovane Chen Zhen (Li) si trova a Kyoto per motivi di studio. Qui egli apprende che il suo maestro è morto a Shangai durante un combattimento con un lottatore giapponese. Incredulo e desideroso di scoprire la verità, il nostro torna a casa per far luce su quanto è veramente accaduto.

“Fist of Legend” è il remake del famoso film interpretato dal mitico Bruce Lee, intitolato “Fist of Fury” (da noi noto come “Dalla Cina con Furore”) del 1972.
Non ce ne vogliano i (numerosi) fans del Piccolo Drago, ma c’è subito da precisare una cosa: “Fist of Legend” è di gran lunga superiore al film che lo ha ispirato per una serie di ragioni che ora andremo ad elencare.
La prima e la più evidente è senza dubbio la maggiore cura e puntigliosità nella ricostruzione dell’epoca nella quale la pellicola è ambientata, sia dal punto di vista estetico e quindi scenografico (molto bella la fotografia), che dal punto di vista storico; fattori che nel film del ’72 erano meno presenti.
L’altra, di sicuro la più importante, è l’assenza di quella fastidiosa divisione didascalica per la quale il buono equivale alla razza cinese, mentre il cattivo è rappresentato dal dominatore giapponese anch’essa presente in “Fist of Fury”. Nel remake, questa netta separazione non esiste, e anzi c’è da sottolineare che sono proprio i personaggi di nazionalità nipponica a presentare maggiori elementi di positività (vedi la bella caratterizzazione del maestro Funakoshi). A questo proposito va elogiato lo sceneggiatore per aver inserito all’interno del film la novità della storia d’amore interrazziale tra Chen Zhen e una ragazza giapponese, assente in “Fist of Fury”. Ciò dà la possibilità di evidenziare ancora di più la difficile situazione vissuta in Cina in quel periodo, dove una relazione tra due persone di culture diverse e perlopiù anche nemiche non era certamente ben accetta, soprattutto dal popolo cinese.
Sarebbe improponibile e ingiusto paragonare il Chen Zhen di Bruce Lee, con quello interpretato da Jet Li, considerando il fatto che il primo è ormai una icona immortale del cinema e che “Fist of Fury” è da considerarsi un grande classico del genere “gongfupian” (così si chiamano i film di Kung-fu cinesi). Intelligentemente Jet Li non fa il verso al Piccolo Drago, ma dà una sua personale interpretazione del personaggio di Chen Zhen, rendendolo più umano e più vero.
Bellissime le coreografie di lotta del veterano Yuen Woo Ping (chiamato in seguito per i combattimenti dei più conosciuti e blasonati “Matrix” e “La Tigre e il Dragone”), dove l’uso del “wirework” (i cavi d’acciaio usati per permettere all’attore di sfidare qualsiasi legge di gravità) è limitato e funzionale al senso dell’azione, senza snaturarne lo svolgimento (vedi l’intensa sequenza nella quale Chen Zhen e il maestro Funakoshi si affrontano bendati).
“Fist of Legend” è uscito recentemente in Italia in VHS, ma la versione disponibile è quella doppiata in inglese, sottotitolata in italiano, tagliata e con la colonna sonora diversa ad opera della solita Miramax. Se volete gustarvi il film in tutta la sua interezza e splendore, vi consigliamo la versione in VHS, edita dalla casa inglese “Made in Hong Kong” che è in lingua originale, sottotitolata in inglese, oppure il VCD (Video CD) d’importazione hongkonghese. Del film esiste anche una interessante versione rimasterizzata in DVD, pubblicata di recente in Francia.

10/10/02

 
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