Cinemorfina, per drogati di cinema

FUDOH: THE NEW GENERATION –


 
FUDOH: THE NEW GENERATION
(Gokudô sengokushi: Fudô)

di Gianpiero Mendini

Regia: Takashi Miike
Produzione, anno: Giappone, 1996
Genere: azione/yakuza
Durata: 98′
Cast: Shosuke Tanihara, Kenji Takano, Marie Jinno, Riki Takeuchi
Voto: Apri la legendaApri la legendaApri la legenda

Ricki Fudoh è ancora un ragazzino quando assiste ad una scena raccapricciante che segnerà la sua vita per sempre: di notte, avvicinandosi furtivo alla camera di suo fratello sbircia attraverso una fessura e vede il padre, famigerato boss della yakuza (mafia giapponese) decapitare nel sonno il proprio figlio per un imperdonabile errore commesso da quest’ultimo nei confronti della gang a cui appartiene. Per vendicare l’assurda morte del fratello maggiore, il piccolo Ricki comincia ad avere una doppia vita: da un lato diventa il braccio destro di suo padre, dall’altro si ritrova a capo di una strana ma efficentissima organizzazione che mira a distruggere il clan Fudoh.
Perchè ho detto strana? Bè…per il semplice motivo che ne fanno parte ragazzine addestrate alla lotta, bambini killer, ermafroditi, un gigante meticcio, ed altri personaggi quantomeno bizzarri! Riuscirà il giovane Fudoh a contrastare ed annientare un clan yakuza potente e famoso come quello di suo padre, portando a compimento la sua vendetta?

Il regista di questo piccolo (come budget) ma grande (come inventiva) film è Takashi Miike, personaggio più unico che raro nell’ambito cinematografico mondiale (non solo giapponese); gira una media di 5 film all’anno (!), di generi talvolta perfino opposti (anche se una certa componente gore è sempre presente).
Fudoh: the new generation è il film che ha aperto le porte del suo cinema qui in Occidente…Italia esclusa, come sempre! Diversamente dai suoi lavori successivi, come Dead or Alive, Audition o The Happiness of the Katakuris, questo violento yakuza movie con elementi manga, non si eleva dalla media grazie ai virtuosismi tecnici divenuti ormai simbolo inequivocabile del suo stile; o meglio, non solo!
La forza di Miike sta soprattutto nell’essere riuscito (e bene) a trasferire sullo schermo una sceneggiatura che definire è più che mai appropriato.

I personaggi sembrano provenire da manga o anime come Ninja Scroll o Wicked City, la violenza (a volte sadica) tocca vette impensabili per un pubblico occidentale, ma il disgusto di certe scene lascia il posto ad un continuo senso di meraviglia…quasi fosse un sogno ad occhi aperti; fin dalle prime immagini ci si accorge, infatti, di essere entrati in un mondo del tutto nuovo, con delle proprie regole (da accettare incondizionatamente, sempre che si sia disposti a farlo), e piano piano ci si lascia trasportare da eventi sempre più assurdi ed incredibili, ma in qualche modo accettabili (e sommamente divertenti).
Un ottimo film quindi, anche se certo non è per tutti i gusti, ma chi va matto per i manga/anime, per i film sulla yakuza e non disdegna una certa componente splatter, non deve assolutamente lasciarselo sfuggire!!!

13/02/2003

 
Stop frame:
– SPOILER –
la, a dir poco, particolare (e, in un caso, letale) esibizione della ragazza presso il nightclub!!!

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