Cinemorfina, per drogati di cinema

GANGS OF NEW YORK di Francesca Colantoni


 
GANGS OF NEW YORK

di Francesca Colantoni

Regia: Martin Scorsese
Produzione, anno: Usa, 2002
Genere: drammatico
Durata: 2 h e 48”
Cast: Leonardo Di Caprio, Daniel Day Lewis, Cameron Diaz, Liam Neeson, Henry Thomas
Voto: Apri la legendaApri la legendaApri la legenda

Il ritorno sugli schermi di Leonardo Di Caprio e Daniel Day Lewis coincide con l’ultimo grande progetto, per alcuni non pienamente realizzato, portato a termine, dopo più di tre anni di lavoro e ben trent’anni d’attesa, dal grande Martin Scorsese. Con “Gangs of New York” il regista italoamericano ritorna a trattare i temi classici della sua cinematografia alle loro origini e cioé l’analisi dei motivi della violenza, l’importanza della religione, la ritualità della criminalità, lo scontro fra classi, il ruolo degli emarginati nella società.
Liberamente tratto dal libro omonimo scritto nel 1928 dal giornalista Herbert Asbury il film narra la storia del giovane irlandese Amsterdam Vallon (Leonardo Di Caprio) che nella New York del 1863 esce di prigione dopo 16 anni con l’unico scopo di vendicare il padre “Prete” Vallon (Liam Neeson), ucciso sotto i suoi occhi da Bill il Macellaio (Daniel Day Lewis), capo banda della gang dei Nativi, contrari a qualunque tipo di immigrazione sul suolo americano.

Il film é stato definito da molti come un incrocio fra l’ “Oliver Twist” di David Lean, per il tema dell’orfano abbandonato a se stesso, lo storico “Intolerance” di Griffith, per i temi della violenza e del razzismo, e l’atmosfera rarefatta e quasi irreale di “C’era una volta in America” di Sergio Leone, altro affresco violento della storia americana. Il film racconta magistralmente la nascita di New York e degli Stati Uniti e ci fa riflettere su un fatto molto importante e cioé che l’America é fatta di tante razze, di popoli diversi che nel bene e nel male, in tempi di pace o in tempi violenti, hanno sempre dovuto imparare a convivere e ancora lo stanno facendo. Scorsese ha avuto anche il coraggio di inserire nell’inquadratura finale del film l’immagine delle Torri Gemelle. Dalla New York del 1863 in fiamme dopo la rivolta contro la leva, si passa infatti all’immagine della città in epoche più recenti con il ponte di Brooklyn, i grattacieli e infine le Twin Towers, appunto. Questo per ricordare a tutti che l’America di oggi non può fare a meno di confrontarsi con il suo passato e dimenticare che la sua forza é nata anche grazie al ruolo dei numerosi immigrati trasferitisi da terre lontane in cerca di fortuna nel Paese.
“Gangs of New York” é stato interamente girato a Cinecittà dove il bravissimo scenografo Dante Ferretti (già collaboratore di Scorsese ne “L’età dell’innocenza”, in “Casinò” e in “Al di là della vita”) ha ricostruito gli enormi set utilizzati per le riprese e in effetti le scenografie del film e la ricostruzione della New York di metà Ottocento, porto compreso, é davvero stupenda e toglie sul serio il fiato. Bravissimi gli attori, in particolare Daniel Day Lewis, davvero magistrale nel ritrarre la figura del crudele e spietato ma anche umano Bill il Macellaio. Bravo anche Leonardo Di Caprio, che conferma con il ruolo di Amsterdam di essere uno degli interpreti più talentuosi della sua generazione. Nel ruolo dell’amico di Amsterdam c’é anche Henry Thomas, l’ex bambino prodigio di “E.T.”. Brava anche Cameron Diaz, nel ruolo della borseggiatrice prostituta Jenny Everdeane, vissuta fin da ragazzina sotto l’ala protettrice del Macellaio e innamorata di Amsterdam. Nonostante l’eccessiva violenza che percorre tutto il film, “Gangs of New York” merita di essere visto perché é una grande testimonianza sulla storia degli Stati Uniti e della città simbolo di questo Paese, un film che ci fa riflettere anche su quello che l’America é oggi e sul perché sia diventata col tempo quello che é ora. Per questo motivo, nonostante la pellicola abbia diviso la critica, Martin Scorsese si é dimostrato veramente coraggioso nell’affrontare questo titanico progetto e già solo per questo é da lodare come uomo e come professionista del cinema. Meritato ampiamente é anche il Golden Gobe che ha ricevuto per la regia di questo film. Per quanto mi riguarda la sfida affrontata da Scorsese con quest’opera é stata da lui vinta con successo.

26/01/2003

 
Stop frame:
– SPOILER –
il momento in cui Jenny mostra la sua cicatrice a Amsterdam, la violentissima sequenza alla pagoda cinese quando Bill viene a conoscenza della vera identità di Amsterdam, la scena finale con l’inquadratura dello skyline di New York dal 1863 ai giorni nostri

Like this Article? Share it!