Cinemorfina, per drogati di cinema

Gli Intoccabili


 
GLI INTOCCABILI
(The Untouchables)

di Marco Cherubini

Regia: Brian De Palma
Produzione, anno: USA, 1987
Genere: Azione
Durata: 119′
Cast: Kevin Costner, Sean Connery, Robert De Niro, Andy Garcia, Charles Martin Smith
Voto:

“Vi dirò esattamente cosa penso del Proibizionismo; è una legge del Paese”, afferma Kevin Kostner nei minuti iniziali; e come tale, quindi, va rispettata.
“Giusta o sbagliata, questa è la mia nazione”, è sempre stato un noto motto americano. E’ tempo di eroi; gli eroi contro i cattivi di turno: niente indiani, questa volta, ma agguerritissimi gangsters.
Siamo in USA, in pieno proibizionismo, ed il truce Al Capone (uno straordinario Robert De Niro) impone alla città di Chicago i suoi taglieggiamenti, e si arricchisce con il contrabbando di alcolici, seminando una lunga scia di sangue. Ma tra tanta corruzione, qualcuno affida ad Elliott Ness (Kostner), oscuro ed idealista funzionario del Dipartimento del Tesoro l’incarico di spazzare via questa feccia e di fermare Capone. Solo e senza mezzi, tra l’ostilità generale dello stesso corpo di Polizia, Ness organizza, grazie al fondamentale aiuto di uno Sean Connery, poliziotto di grande esperienza, uno sparuto gruppetto di agenti con poteri speciali (gli Intoccabili, appunto) col compito di mettersi alla caccia di Capone e dei suoi tirapiedi. Con risultati che non tardano ad arrivare…
Fedele nelle linee essenziali ai reali avvenimenti dell’epoca, la storia personifica in Ness (realmente esistito) ed in Al Capone il Bene ed il Male in senso assoluto: De Niro, sotto i suoi abiti eleganti, è una belva sanguinaria assetata di potere; e Kostner (adattissimo nella parte dell’eroe, un po’ monocorde, ma duro e puro) non può che essere l’uomo che appunto non scende a compromessi, che incarna l’ideale: marito e padre perfetto, funzionario integerrimo, verrebbe da dire “onesto fin nel midollo”. Eppure, a furia di trattare con l’illegalità, finirà anche lui per sporcarsi un po’ troppo le mani di sangue; ma è proprio questo che una tale tenzone richiede…
Una grande battaglia, insomma, con personaggi probabilmente troppo stereotipati e non certo a tutto tondo; ma poco importa: la grande forza di questo film risiede nel forte impatto emotivo che sa comunicare allo spettatore, e che si manifesta in due aspetti: nel grande anelito di onestà, nel forte desiderio di giustizia nei confronti dell’oppressione e della prepotenza, da una parte; e nel richiedere una disposizione d’animo partecipe della “violenza contro la violenza”, dall’altra: una vicenda insomma che farà “ribollire il sangue” a più d’uno.
Grande plusvalore della pellicola (forse la migliore) di De Palma: la stupenda colonna sonora di Ennio Morricone.

 
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