Cinemorfina, per drogati di cinema

GOOD BYE, LENIN! –


 
GOOD BYE, LENIN!

di Luciana Morelli

Regia: Wolfgang Becker
Produzione, anno: Germania, 2003
Genere:
Durata: 118′
Cast: Daniel Brühl, Katrin Sass, Chulpan Khamatova, Florian Lukas
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Finalmente è arrivato in Italia “Good Bye, Lenin!”, il film tedesco vincitore del Premio ‘Der Blaue Engel’ (Angelo Blu) come miglior film europeo al Festival di Berlino 2003.
L’eccezionale bellezza di questo film è tutta racchiusa nel modo curioso usato dal regista per raccontare una delle pagine più importanti della storia europea: la fine di un’epoca per i tedeschi dell’est e l’inizio per loro di una nuova vita all’insegna del capitalismo e della riunificazione. Un modo divertente e velatamente nostalgico di descrivere la nascita di una nuova Germania unita dopo il caduta del muro di Berlino e del leninismo.

Christiane è una donna dai saldi principi, socialista convinta ed accanita attivista per i diritti dei consumatori. Quando nell’ottobre 1989 la donna cade in coma dopo un forte shock, lascia i due figli Alex e Ariane in una profonda disperazione da cui usciranno solo otto mesi dopo, quando la loro mamma si risveglierà. Quello che però lei non sa è che in quei mesi tutto si è stravolto ed il ‘suo’ mondo non è più quello di prima: il muro che divideva la sua città era crollato e i ‘disadattati’, come lei chiamava i tedeschi dell’ovest, avevano ‘invaso’ anche l’altra parte con le loro stranezze, insieme al consumismo ed a tutte le più grandi multinazionali. Quando Alex capisce che lo stato di cose fuori dall’ospedale potrebbe esserle fatale decide, contro il parere di tutti, di riportarla a casa e di ricreare per lei in una stanza il mondo che aveva lasciato otto mesi prima, quello in cui Lenin aveva trionfato e di cui era il simbolo. Inizia così il suo calvario alla ricerca nei cassonetti sotto casa di quel che resta della loro ormai vecchia vita nella ‘vecchia’ Berlino Est. Quella che era iniziata come un’innocente piccola frottola a fin di bene diverrà però ben presto un pericoloso vortice in cui finiranno per essere coinvolti i vicini di casa, i colleghi di Christiane e persino l’ex marito e padre di Alex e Ariane, scomparso dalla loro vita quando erano piccoli. Alla resa dei conti tutte le piccole grandi verità verranno a galla, ma non nel modo in cui avrebbero dovuto; finalmente svaniranno tutte le ombre di un passato ormai troppo pesante da sopportare e che purtroppo per loro non potrà mai più tornare..

Il dramma e la più esilarante delle commedie si combinano perfettamente in questa elegante pellicola diretta e co-sceneggiata da Wolfgang Becker la cui idea iniziale è nata da un gruppo di suoi studenti di Colonia. E’ stato capace come pochi altri film di far scendere più di una lacrima vuoi per la commozione di alcuni momenti vuoi per le grasse risate. Non sembra neanche tedesco questo film, di quelli inespressivi, sbiaditi e privi di trasporto sullo stile dell’Ispettore Derrick; è invece comico e coinvolgente questo “Good Bye, Lenin!” che vi conquisterà per la semplicità ma anche per la sua imparzialità visto che è un film che vuole semplicemente ‘raccontare’ un pezzo di storia ed in alcun modo ‘prendere posizione’ in merito. Un film diretto da un tedesco dell’ovest e quindi da ‘uno dell’altra sponda’, deciso semplicemente a descrivere in modo accessibile anche ai più giovani una pagina importante del suo Paese e dell’Europa intera. Certo è che Becker dopo questo suo importante lavoro entra di diritto nella lista di quegli ‘anziani’ registi che non brillano della luce riflessa del mondo hollywoodiano ma che fanno tesoro delle proprie esperienze di vita (nella storia d’Europa c’è solo l’imbarazzo della scelta) narrandole nelle loro opere affinché arrivino in tutto il mondo. Sono certa che questo film coglierà in pieno questo obiettivo, anche vedendo il successo riscosso nel nostro Paese.

In lingua originale sottotitolato in italiano è apparso in tutta la sua innata bellezza nonostante il tedesco sia una delle lingue più sgradevoli del mondo, senza perdere neanche per un istante la sua spontaneità e l’efficacia delle favolose battute dei personaggi. Le interpretazioni dei due protagonisti Daniel Brühl e Katrin Sass sono appassionate al punto giusto, viscerali ed avvolte da
una naturalezza quasi sorprendente. Bellissima e di grande effetto la voce fuori campo di Alex che apre e chiude il film come se leggesse la prima ed ultima pagina di un libro dedicato alla sua adorata mamma. Assolutamente uno spettacolo da non perdere.

11/07/03

 

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