Cinemorfina, per drogati di cinema

I due nemici


 
I DUE NEMICI

di Marco Cherubini

Regia: Guy Hamilton
Produzione, anno: Italia, 1961
Genere: Commedia
Durata: 104′
Cast: Alberto Sordi, David Niven, Amedeo Nazzari, David Opatoshu, Aldo Giuffré
Voto:

Abissinia, 1941. Un reparto di soldati italiani deve vedersela con l’avanzata degli inglesi in terra d’Africa. E quando l’ottimo Maggiore italiano (il glorioso Amedeo Nazzari) muore in una schermaglia con il nemico, il compito di portare in salvo la truppa ricade tutto sulle spalle del Capitano Blasi (l’ineffabile Alberto Sordi)…
Sordi mette qui ancora una volta in scena molti tratti tipici dei suoi personaggi; il film è una commedia gradevole, ma non leggera. L’Albertone nazionale è stavolta non un “borghese”, ma un “militare piccolo piccolo”, che tira avanti con la guerra come può, con tanta voglia di tornarsene alla sua casetta, alle sue partite domenicali allo stadio, in seno alla sua famigliola. Ma in questa avventura è molto più cocciuto che codardo, incollerito più che mai con il suo alter-ego britannico, il flemmatico Maggiore Richardson (David Niven), fino a far diventare la guerra, per entrambi, un fatto personale.
Essendo una produzione italiana, con regista inglese, I due nemici presenta vizi e virtù di entrambi gli schieramenti, con equilibrio, facendo competere anche gli attori, Sordi e David Niven, in gara ciascuno con la propria, peculiare, “vis comica”.
Insomma, i due protagonisti si odiano tanto che, inevitabilmente, diventeranno amici, finendo per scoprirsi molto più simili l’uno all’altro di quanto si potrebbe pensare…
Il film, un inno alla pace ed alla amicizia tra le persone al di là delle differenze tra i popoli, ed una denuncia, pur nell’alveo della commedia all’italiana, dell’assurdità di ogni guerra, fu accolto fra le polemiche al suo esordio da una certa parte della critica: venne infatti tacciato di fornire una presunta visione buffonesca, poco militare e poco marziale dell’impegno dell’esercito italiano in quel periodo peraltro buio della nostra storia, ritraendo i fatti in modo gravemente lesivo della dignità dei nostri soldati di ieri e di oggi.
E beh, che volete fare, ci vuole pazienza…

 
Stop frame: La scena dei titoli di testa, dove i due protagonisti si salutano ciascuno a proprio modo…

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