Cinemorfina, per drogati di cinema

Il favoloso mondo di Amelie


 
IL FAVOLOSO MONDO DI AMELIE
(Le fabuleux destin d’Amélie Poulain)

di Leonardo Biagiola

Regia: Jean Pierre Jeunet
Produzione, anno: Francia, 2001
Genere: Commedia
Durata: 120′
Cast: Audrey Tautou, Mathieu Kassovitz
Voto:

Il cinema francese viene spesso etichettato come surrealista e particolarmente pesante. Al di là della bontà o meno di tali affermazioni, bisogna comunque accettare che le commedie d’oltralpe riescono quasi sempre a distinguersi per originalità e freschezza. Di recente anche il film L’apparenza inganna di Francis Veber è stato capace di divertire pubblico e critica con contenuti attuali e mai banali.
La storia de Il favoloso mondo di Amelie si svolge nella Parigi di qualche anno fa. Amelie (Audrey Tautou) è una bambina rimasta senza madre a causa del suicidio di una donna che, gettandosi dal campanile di una chiesa, prende in pieno la sua genitrice. Amelie cresce, diviene una ragazza eccentrica ed introversa, trova lavoro in un ristorante ed il suo prossimo passo sarà quello di crescere ancora e diventare adulta. Essenziali saranno l’aiuto de “l’uomo di vetro”, vicino di casa di Amelie, così chiamato a causa dell’estrema fragilità delle sua ossa, e soprattutto il crescente interesse verso un ragazzo sorpreso più volte a raccattare stracciate e sgualcite foto-tessere gettate via. Ma Amelie è una ragazza fuori dal comune, di indole creativa, dotata di sensibilità e passione e capace di dispensare momenti di gioia alle persone con cui entra in contatto. Per lei la vita è ancora un gioco: persone da scoprire, enigmi da creare o da risolvere, piccole emozioni da regalare, tutto portato avanti da quella ingenua curiosità che la rende così diversa e stravagante. Ed infine insicura. Esitante. Uscire dal suo favoloso mondo è come chiudere un libro di fiabe, come rompere un incantesimo che si prolunga oltre tempo. Ma è necessario.
L’attrice Audrey Tautou, al suo primo importante ruolo, veste i panni di Amelie dimostrando ottime doti di duttilità ed espressività, indispensabili per creare un personaggio dall’aria così sbarazzina. Il film stesso è Amelie, tutto è visto con gli occhi di lei, tutto si svolge secondo i suoi ritmi. La voce narrante che ci accompagna dà un tono fiabesco al suo mondo, la vivacità dei colori lo rende limpido e vario, il sonoro incalzante con frequenti alti e bassi evidenzia il suo stato d’animo. Anche la fotografia e la scenografia sono pensate per esprimere il massimo e riflettere la bislacca personalità di Amelie. Tutto appare costruito su misura, studiato e mai lasciato al caso, tutto incentrato sulla protagonista. C’è un certo surrealismo che accompagna il mondo di Amelie, ma è ben dosato e si amalgama bene con tutto il resto. La regia di Jean Pierre Jeunet (Delicatessen, Alien – La clonazione) è elegante: l’uso di rallentamenti, di scene accelerate e la scelta delle inquadrature rende non lineare lo sviluppo del film, senza confondere o stancare lo spettatore.
Si potrebbe accusare Il favoloso mondo di Amelie di ruffianeria, di essere pensato per piacere e si è tentati di spogliarlo dalla sua sfarzosità per vedere cosa ne resta. In ogni caso le due ore del film (tante per una commedia) corrono via senza annoiare, non si ride molto ma piuttosto si sorride, ad Amelie ed al suo magico mondo.

 
Stop frame: Intensa la scena in cui Amelie, mentre accompagna un non-vedente, descrive ad incredibile velocità il mondo circostante.

Like this Article? Share it!