Cinemorfina, per drogati di cinema

Il giorno della civetta


 
IL GIORNO DELLA CIVETTA

di Marco Cherubini

Regia: Damiano Damiani
Produzione, anno: Italia-Francia, 1968
Genere: Drammatico
Durata: 112′
Cast: Franco Nero, Claudia Cardinale, Lee J. Cobb, Serge Reggiani
Voto:

In un paese del profondo Sud, in Sicilia, un piccolo imprenditore edile viene assassinato. Naturalmente, l’omertà regna sovrana. Ma un giovane carabiniere proveniente dal continente, il capitano Bellodi (Franco Nero), vuole vederci chiaro a tutti i costi. Comincia così una lunga e paziente sfida contro Cosa Nostra, a colpi di scaltrezza e di mandati di arresto, per sconfessare il solito depistaggio del “delitto d’onore”, a tutto vantaggio della verità: il solito gioco sporco legato alle concessioni edilizie su cui lucrare. Eminenza grigia dell’intera faccenda è il boss mafioso locale, Don Mariano, (l’ottimo Lee J. Cobb) sulle cui tracce Bellodi si mette caparbiamente, come un vero cane segugio. Sarà una lotta senza esclusione di colpi.
Tratto dal romanzo omonimo di Leonardo Sciascia, il film, che se ne distanzia in più punti, si arricchisce di una figura femminile che contribuisce a dare ulteriore poliedricità alla vicenda: quella di Rosa, presente nell’opera letteraria, ma relegata a personaggio di secondo piano; da questa figura invece il regista Damiani ricava un ruolo di co-protagonista per Claudia Cardinale, appunto, che ci offre una interpretazione assai significativa.
Molto godibile, poi, la lotta di cervelli che si scatena tra un capitano “presuntuoso” (“Presuntuoso è uno che vuole sapere la verità”, gli verrà spiegato) e un boss che ha comunque rispetto per l’avversario ed ammira la sua intelligenza, pur convinto com’è di riuscire a far prevalere il proprio “sistema”, sulla legge dello Stato. L’opera riprende infatti tra l’altro, per bocca di Don Mariano, la suddivisione degli uomini (presente nel romanzo di Sciascia) in cinque categorie: “uomini, mezzi uomini, ominicchi, ruffiani (per la verità, altro nome nel libro, cfr.) e quaquaraquà”. Pochissimi gli uomini, sempre più numerose invece le altre categorie, fino ad arrivare ai “quaquaraquà”, appunto (“che dovrebbero vivere con le anatre nelle pozzanghere, ché la loro vita non ha più senso e più espressione di quella delle anatre…”cfr. c.s.). Bellodi e Don Mariano, per ammissione di quest’ultimo, sono due veri “uomini”. E lottano da uomini.
Ottimo tutto il cast, ed in particolare Franco Nero, e tra gli altri, Serge Reggiani.

 
Stop frame:

Like this Article? Share it!