Cinemorfina, per drogati di cinema

Il gladiatore


 
IL GLADIATORE
(The gladiator)

di Francesca Colantoni

Regia: Ridley Scott
Produzione, anno: Usa, 2000
Genere: Storico
Durata: 155′
Cast: Russel Crowe, Joaquin Phoenix, Richard Harris
Voto:

La Roma imperiale risorge grazie alle magie del computer. Ridley Scott, regista che già in precedenza ci aveva abituato a storie in cui guardava con un occhio del tutto particolare al passato e al futuro [basta pensare a “I duellanti” e “Blade Runner”], ci ripropone con “Il gladiatore” il genere antico del peplum storico. Ecco brevemente la storia: 180 d.C. Il generale romano Massimo [Russel Crowe] dopo aver combattuto con onore e coraggio in Germania viene scelto dall’imperatore Marco aurelio [Richard Harris] come suo successore sul trono di Roma. Il figlio di lui Commodo [Joaquin Phoenix], per nulla simile all’illuminato genitore, venuta a sapere la verità, uccide il padre che ha fatto l’errore di non averlo mai amato e dà l’ordine di uccidere Massimo e la sua famiglia. Ma il condottiero riesce a salvarsi e, venduto come schiavo, diventa il gladiatore più famoso del Colosseo grazie all’aiuto del vecchio Proximus [Oliver Reed] e pianifica di uccidere Commodo escogitando un piano con la sorella del nuovo imperatore, la bellissima Lucilla [Connie Nielsen]. 
Grandiose le scenografie che stanno alla base del film, ricostruite in gran parte al computer. Era tempo che non si vedeva una ricostruzione così bella, anche se con alcune inesattezze storiche, della Roma antica. Bella anche la fotografia, resa ancora più affascinante dai bellissimi paesaggi marocchini di Quarzazate in cui si sono svolte le scene. Ridley Scott ha voluto sottolineare, al momento dell’uscita del film, di essersi ispirato alla storia romana perchè vi trovava molte similitudini con il mondo odierno. Come, ad esempio, l’utilizzo degli spettacoli per eccitare le masse che rispecchia più o meno la violenza delle odierne competizioni sportive. Spettacolari le scene di battaglia, girate sulle colline del Surrey, e quelle dei combattimenti nell’arena con animali esotici. Il film resta comunque inferiore ad altri prodotti di Scott, come “I duellanti”, “Blade Runner”, e “Alien”, che sono autentici capolavori prototipi di veri e propri filoni cinematografici. Per quanto riguarda il cast, da sottolineare la prova del grande Oliver Reed [tra l’altro scomparso sul set mentre la troupe stava girando il film e a cui la pellicola é stata dedicata] e soprattutto il giovane Joaquin Phoenix, che dà al personaggio negativo di Commodo un volto umano davvero significativo e convincente. Il protagonista Russel Crowe, bravissimo attore neozelandese, ha ricevuto l’Oscar come migliore attore proprio per la parte di Massimo, anche se, ad essere sinceri, l’avrebbe meritato più per i precedenti “L.A. confidential” e “Insider” che non per “Il gladiatore”.

 
Stop frame: la scena finale dell’arrivo di Massimo nei Campi Elisi

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