Cinemorfina, per drogati di cinema

IL MONACO


 
IL MONACO
(BULLETPROFF MONK)

Regia: Paul Hunter
Produzione, anno: Usa, 2003
Genere: Azione/Fantastico
Durata: 103′
Cast: Chow Yun-fat, Seann William Scott, Jaime King
Voto: Apri la legenda

Tibet, 1943. Un monastero buddista, al cui interno è custodita una pergamena che conferisce a chi la legge magici poteri, viene attaccato da un gruppo di militari nazisti capitanati da un folle ufficiale che vuole appropriarsi del prezioso tesoro. Un monaco (Chow), nonché custode della pergamena, riesce a fuggire miracolosamente al massacro, ma ogni sessant’anni la pergamena necessita di un nuovo custode che sostituisca il precedente…

Alla quarta trasferta americana, la star cinese Chow Yun-fat è questa volta interprete di un film prodotto dall’amico John Woo e tratto da una serie a fumetti dal titolo BULLETPROFF MONK, pubblicata negli anni ’90 dalla FLYPAPER PRESS. Data la sua origine, il film dell’esordiente Paul Hunter è infatti da considerarsi proprio un “fumettone” che, nelle intenzioni, vorrebbe creare un’interessante commistione tra la cultura cinematografica orientale (i “Gong-fu movies”) e quella occidentale (la tipica commedia per teen-agers). Peccato che il tutto però si fermi al livello intenzionale, perché non si può certo dire che IL MONACO sia una pellicola riuscita, anzi: benché i momenti divertenti non manchino, alla fine del film si ha la sensazione di aver avuto a che fare con l’ennesima occasione sprecata.

Il talento di un attore del calibro di Chow Yun-fat è veramente mal sfruttato: il Nostro si ritrova qui ad interpretare per esigenze di copione (e alimentari) il ruolo che il tipico spettatore occidentale si aspetterebbe da un attore cinese, e cioè quello del saggio orientale puro di cuore ma allo stesso tempo coraggioso, nonchè super esperto di arti marziali (proprio lui poi che non lo è mai stato!). Per non sfigurare di fronte al giovane e belloccio collega Seann William Scott (coprotagonista del film e proveniente dalla fortunata serie di AMERICAN PIE), Chow fa ancora di più, regalando allo spettatore anche pose “supercool”, ammiccamenti e sorrisetti da ebete che lasciano alquanto sconcertati (e la simpatica “gigioneria” sfoderata dal Nostro in commedie hongkonghesi come THE EIGHTH HAPPINESS, TREASURE HUNT e ONCE A THIEF va praticamente a farsi benedire, rimanendo, ahinoi, solo un pallido ricordo)! Non aiuta di certo nemmeno la regia senza guizzi di Hunter il quale si limita a svolgere ben, benino il suo compitino come un bravo scolaretto sino al prevedibile “happy end”. Le coreografie di lotta, che dovrebbero essere l’asso nella manica in un film del genere, risultano interessanti (specie quella iniziale sul ponte): peccato che siano filmate/montate da cani e il più delle volte non si capisce cosa stia succedendo sullo schermo.

Insomma non si può certo dire che IL MONACO sia un riuscito e divertente action movie e questo è un vero peccato, perché, per l’ennesima volta, la versatilità e la bravura di un attore come Chow Yun-fat vengono buttate al vento con un prodotto insulso come questo. Quand’è che il Nostro riuscirà ad interpretare in America un ruolo che non faccia rimpiangere i suoi trascorsi hongkonghesi? Forse con LAND OF DESTINY di John Woo…

09/09/2003

 
Stop frame:
– SPOILER –
. —–

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