Cinemorfina, per drogati di cinema

Il nemico alle porte


 
IL NEMICO ALLE PORTE
(Enemy at the Gates)

di Marco Cherubini

Regia: Jean-Jacques Annaud
Produzione, anno: USA-Germania-GB-Irlanda, 2000
Genere: Guerra
Durata: 130′
Cast: Jude Law, Joseph Fiennes, Ed Harris, Rachel Weisz, Bob Hoskins
Voto:

Settembre 1942: le armate di Hitler, impegnate con tre milioni di uomini sul fronte orientale, stringono d’assedio la città di Stalingrado, ultimo baluardo contro l’avanzata tedesca verso i pozzi petroliferi dell’URSS. Il mondo intero è con il fiato sospeso per quello che sta accadendo sul Volga; qui un semplice soldato, Vassili Zaitzev (Jude Law), dimostrando una capacità eccezionale come cecchino, viene sfruttato dalla propaganda sovietica per ridare coraggio con il suo esempio alle truppe stremate dalla guerra. Un commissario politico suo amico, Danilov (Joseph Fiennes), cura in ogni aspetto la sua immagine, legando indissolubilmente tra loro le rispettive fortune.
Sull’altro fronte i tedeschi rispondono inviando uno dei loro migliori tiratori, il maggiore Konig (Ed Harris), per eliminare la minaccia Zaitzev; ed ecco che la narrazione del conflitto diventa quella della sfida personale, del duello mortale tra i due tiratori scelti, mentre tutto intorno infuria la battaglia per la città. Non manca alla nostra storia una combattente russa (Rachel Weisz) di cui sia Vassili sia Danilov (che invidia il suo amico, poiché la ragazza lo preferisce a lui) si innamoreranno ben presto, mentre, giorno dopo giorno, si avvicina per tutti il momento dello scontro finale…
Jean-Jacques Annaud ci presenta una ottima pellicola, in cui i vari personaggi non mancano certo di spessore: Zaitzev (realmente esistito), è e resta un ragazzo semplice e di buon cuore, malgrado la sua necessità di cecchino di uccidere “a tradimento” il nemico, e la sua enorme popolarità in tutta l’URSS; Fiennies tratteggia bene la figura del piccolo intellettuale e funzionario ambizioso, che fa parte (non troppo volentieri) dell’ingranaggio stritolatore del Partito, che sacrifica senza alcuna pietà i propri figli in nome della necessità superiore; Ed Harris fa trasparire dal suo personaggio una grande umanità, stretta per necessità tra la crudeltà e la follia di tutte le guerre.
Pellicola spettacolare, dalla ricostruzione storica rigorosa, lontana dagli eroismi facili, pur parlando di eroi privilegia le persone, sfatando i miti dell’eroe candido di bucato, ben pasciuto e mai impaurito da alcunché, di tanta fatua filmografia bellica del passato. Film anche sentimentale, se vogliamo, ma certo appassionante. Alcuni critici hanno accusato il regista di un anticomunismo gratuito per aver mostrato la ferocia con cui vennero mandati al massacro i soldati sovietici: critica senz’altro poco condivisibile. Di James Horner la colonna sonora.

 
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