Cinemorfina, per drogati di cinema

IL RISOLUTORE –


 
IL RISOLUTORE
(A man apart)

di Luciana Morelli

Regia: F. Gary Gray
Produzione, anno: USA, 2003
Genere: Azione
Durata: 100′
Cast: Vin Diesel, Larenz Tate, Timothy Olyphant
Voto: Apri la legenda

Il divo più pagato e forzuto di Hollywood si presenta con un look diverso, con tanto di barbetta, ed un po’ dimagrito ma sempre molto sexy e, permetteteci il francesismo, sempre piuttosto incazzato col mondo. Stavolta però vista la storia forse ne ha tutte le ragioni ed ha deciso di calarsi, per la prima volta udite udite nel ruolo di un uomo innamorato e sensibile travestito da agente anti-droga di Los Angeles, nato e cresciuto nei sobborghi poveri della città e passato all’altra sponda per liberare le strade della sua infanzia da quella polverina bianca colpevole di aver rovinato oltre alla sua adolescenza anche la vita di milioni di persone.

La storia è infatti semplicemente questa: dopo aver arrestato dopo una retata Memo Lucero, considerato il personaggio più in alto del cartello che domina il traffico di droga tra Stati Uniti e Messico e da sette anni primo obiettivo nel mirino della DEA, la squadra capitanata da Sean Vetter (Diesel) e dal suo amico fraterno Demetrius (Larenz Tate) riceve una promozione. Ma la festa dura ben poco perché a pagare con la vita l’oltraggio alle alte sfere sarà l’adorata moglie di Sean, Stacy (Jacqueline Obradors) la cui morte lascerà tutti in una profonda disperazione e spingerà Sean a farsi giustizia da solo. Contro tutto e tutti e senza l’aiuto della Polizia che lo esonera dal caso, Sean intraprenderà la sua personale guerra al potere con al fianco solo i suoi amici di strada, scalando tutta la gerarchia dei trafficanti per arrivare in alto a dare un taglio netto all’organizzazione e scovare gli assassini di sua moglie, mandati a sentire la voce diffusasi nell’ambiente, da un uomo misterioso che si fa chiamare Diablo deciso ad impossessarsi del potere del suo predecessore e ad eliminare chiunque si trovi sul suo cammino, soprattutto l’unico uomo in grado di sconfiggerlo…

Non è proprio da buttare questo film ma di certo non è granché. Buona l’interpretazione del sempre convincente Vin ma di certo le scene d’azione lasciano parecchio a desiderare e non convincono mai a fondo, forse perché non sono realizzate al meglio: manca sempre quel particolare che resta impresso e la chiarezza delle immagini è piuttosto scadente o almeno non è esattamente come ci si aspettava dal regista di due ottimi action movie come “The Italian Job” (ovviamente se non si pensa che è il remake di “Un colpo all’italiana”) e “Il negoziatore”. Dialoghi banali e un po’ troppi ammazzamenti rovinano anche la confezione di questo film, decisamente di basso livello come contenuti che però non fa che mettere in risalto ancor di più l’esuberante personalità di uno dei pochi attori al momento (vedi i ‘vecchi’ Schwarzenegger e Stallone) capaci di riempire anche i film più vuoti ed insignificanti con la sua massiccia presenza scenica e renderli tutto sommato accettabili. La storia comunque non è malvagia e tutto sommato anche piacevole, però sicuramente dovrà aspettare l’uscita dell’attesissimo “The chronicle of Riddick” (seguito di “Pitch Black”) attualmente in lavorazione, per tornare a calcare i grandi schermi da vero divo campione di incassi al botteghino. Questo vista anche la sua esclusione dal sequel di “Fast and Furious” a causa delle richieste di ingaggio troppo esagerate; chissà magari se avesse rinunciato a qualche milioncino di dollari ne avrebbe guadagnato innanzitutto la sua immagine e poi, forse ci avrebbero evitato questo trascurabile tappabuchi estivo.

E pensare che questo “A man apart” ha rischiato seriamente di non essere mai portato a termine a causa del titolo che inizialmente la produzione aveva deciso di dargli e cioè “Diablo”; la Blizzard Entertainment fece infatti causa alla produzione del film perché aveva lo stesso titolo di un suo videogioco e quindi questo ha portato ad una inevitabile battaglia legale vinta alla fine dai proprietari del marchio originale di “Diablo”. Chissà che con questo film non si sia decretato anche un cambio di genere per Vincent il duro, visto che nei suoi prossimi lavori, oltre a “Pitch Black 2” e a “XxX 2” troviamo pensate il remake di “Bulli e Pupe” e una commedia romantica di cui è ancora sconosciuto il titolo. Che tenero..

16/07/03

 

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