Cinemorfina, per drogati di cinema

IL SEGNO DELLA LIBELLULA – DRAGONFLY –


 
IL SEGNO DELLA LIBELLULA – DRAGONFLY
(Dragonfly )

di alxandra

Regia: Tom Shadyac
Produzione, anno: USA , 2002
Genere: Drammatico/Thriller
Durata: 104 ‘
Cast: Kevin Costner, Susanna Thompson, Kathy Bates, Linda Hunt, Joe Morton, Ron Rifkin
Voto:

Joe (Kevin Costner) ed Emily (Susanna Thompson) Darrow sono due dottori. Emily, incinta, per non rinunciare ai propri ideali parte con la Croce rossa lasciando Chicago e il marito che non ha più grandi ideali da inseguire e che vorrebbe che lei non partisse. Emily muore in un incidente e Joe non si rassegna al punto da essere considerato pazzo dagli amici che lo sentono raccontare di strani avvenimenti attraverso i quali sente che Emily sta cercando di mettersi in contatto con lui. Assistiamo quindi al progressivo passaggio di un uomo estremamente razionale verso l’accettazione di qualcosa oltre la vita, di qualcosa di non spiegabile scientificamente e proprio per questo sempre più credibile. Il finale lo omettiamo per ovvie ragioni.
Kevin Kostner risulta molto ben calato nella parte del marito disperato che non riesce ad accettare la morte della moglie e che non riesce a spiegarsi gli strani avvenimenti che lo perseguitano, esprime benissimo la sua perplessità parlandone all’amica Miriam (Kathy Bates) incredulo lui stesso ma al contempo incuriosito e, forse, desideroso che ciò che sta avvenendo sia vero.
Non si fermerà davanti a nulla, cercherà di capire cosa accade ma soprattutto cosa vuole Emily da lui.
Un film piacevole sebbene etichettato “thriller drammatico” che di thriller non ha poi tanto ma che i trailers falsandone la trama hanno presentato come un thriller dai toni molto forti causandone l’inevitabile flop ai botteghini disilludendo il pubblico.
Un film che attraverso le parole di sorella Madeline (Linda Hunt) fa riflettere lo spettatore sulla fede e su ciò che può significare per ciascuno.
E’ un film in cui non mancano piccoli input per spunti di riflessione.
Sconsigliato a chi va in cerca di vivere due ore di tensione costante in quanto ne è quasi del tutto privo.
Il regista, Tom Shadyac (Ace Ventura, Il professore matto, Bugiardo Bugiardo, Patch Adams), abituato a girare con grandissimi interpreti, non delude sebbene la prova drammatica l’avesse già superata a pieni voti con Patch Adams.

12/04/2002

 
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