Cinemorfina, per drogati di cinema

IL SIGNORE DEGLI ANELLI: IL RITORNO DEL RE di Francesca Colantoni


 
IL SIGNORE DEGLI ANELLI: IL RITORNO DEL RE
(The Lord of the Rings – The Return of the King)

di Francesca Colantoni

Regia: Peter Jackson
Produzione, anno: USA/Nuova Zelanda, 2003
Genere: fantastico
Durata: 3 h e 30’’
Cast: Elijah Wood, Ian McKellen, Liv Tyler, Viggo Mortensen, Orlando Bloom, Sean Astin, Billy Boyd, Miranda Otto, David Wenham, Cate Blanchett, Karl Urban, John Rhys-Davies, Dominic Monagham, Hugo Weaving
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Il tempo degli Elfi è finito. E’ sorta l’alba del tempo degli Uomini. L’avventura della compagnia è terminata e si è congedata nel migliore dei modi. Peter Jackson ha concluso la sua trilogia in modo eccezionale, regalando a tutti gli appassionati di cinema un vero capolavoro, del genere fantasy e non. Questa volta la fedeltà al romanzo di Tolkien è stata quasi perfetta a parte alcune parti saltate (come la rivolta della Contea che si trova alla fine del romanzo o la scena dell’innamoramento di Faramir e Eowyn) e alcune scene modificate o aggiunte. Molto spesso però le modifiche e le aggiunte sono servite a rendere più intenso il film e magari a non appesantirlo troppo (visto che la lunghezza della pellicola è notevole e che “Il ritorno del re” è la parte più corposa del libro di Tolkien). In questo terzo e ultimo capitolo della trilogia la battaglia finale contro le forze del Male sta per iniziare. Gli Uomini di Rohan e di Gondor si alleano contro Sauron e cercano di far volgere l’attenzione del Signore degli Anelli verso la guerra per allontanare il suo sguardo da Frodo e Sam, che, guidati dall’infido Gollum, percorrono il loro cammino verso la voragine del Monte Fato per distruggere l’Anello del Potere.

In questa seconda parte i nuovi personaggi che avevano fatto la loro comparsa ne “Le due torri” si mostrano in tutta la loro forza e bellezza. Eowyn si rivela un’ottima guerriera, Faramir un figlio leale e un soldato coraggioso, Theoden il degno erede dei suoi avi, Gollum la creatura fragile e avvelenata dal desiderio di possedere l’Anello che avevamo conosciuto in precedenza (la scena iniziale del film dove vediamo Gollum quando era ancora un Hobbit pacifico e tranquillo sono a questo proposito esemplari per comprendere la psicologia del personaggio). Anche i personaggi che ci avevano accompagnato fin dall’inizio si evolvono e diventano protagonisti di grandi gesta: Aragorn accetta finalmente il suo destino di re, Gandalf diventa ancora più saggio, i due Hobbit Merry e Pipino abbandonano la loro ingenuità e diventano forti e coraggiosi. La scena più emozionante del film é senza dubbio quella della distruzione dell’Anello e quella dell’attacco del Nemico alla città di Minas Tirith. Anche in questo terzo capitolo ritorna il triangolo amoroso fra Aragorn, Arwen e Eowyn, molto ben rappresentato. Per ognuno di loro c’è comunque in serbo una sorpresa, come capiremo nel finale della storia. Fra gli attori da lodare in questo capitolo, soprattutto i bravissimi Elijah Wood (un Frodo davvero perfetto e sofferente come quello del romanzo) e Sean Astin, il fedele Sam, personaggio adorabile, forte e spesso dotato del sangue freddo necessario nei momenti più critici.
Il terzo film della saga non ha tradito le aspettative dei fans ma anzi è riuscito a trasportare gli amanti del fantasy e i lettori del libro di Tolkien nel mondo inventato dal grande scrittore inglese. Neanche lontanamente chi ha letto il libro avrebbe immaginato degli scenari tanto perfetti e realistici, dei personaggi tanto ben scelti e azzeccati, dei dialoghi tanto ben scritti, neppure nella più lontana delle fantasie. Chi vorrà dedicarsi al fantasy d’ora in poi dovrà confrontarsi con un mostro sacro, un film che rappresenta la perfezione assoluta nel genere. L’unico dubbio che rimane dopo la visione del film è quello che gli attori utilizzati da Jackson possano rimanere incollati al loro ruolo tolkeniano (ricordate cosa successe a Mark Hamill in “Guerre stellari”?). Speriamo francamente che questo non accada perché, di certo, anche coloro che prima del film erano quasi o del tutto sconosciuti, non lo meriterebbero poiché hanno saputo dare il meglio di sé in questa opera e perché quello che non si deve dimenticare è che la saga del “Signore degli Anelli” non è solo una favola, una storia fantastica e basta, ma è la rappresentazione di un mondo a parte, un mondo nonostante tutto simile a quello reale per molti versi, e perché Tolkien ci parla di un tema eterno; l’eterna battaglia fra il Bene e il Male. Di certo non è stato facile per questi attori interpretare dei personaggi tanto complessi come quello di Frodo o di Aragorn o di Sam, per dirne solo alcuni. Per quanto mi riguarda la saga di Jackson resta la migliore trilogia fantastica che abbia mai visto, assieme a quella di “Guerre stellari”. Tutto il resto è zero meno zero. Quindi personalmente applaudo Peter Jackson, gli auguro grande fortuna per i suoi film successivi, e aspetto con ansia che esca il dvd extended edition del film sicura che le scene tagliate saranno molte e molto emozionanti.

25/01/04

 
Stop frame:
– SPOILER –
l’attacco di Eowyn al Signore dei Nazgul, la scena della distruzione dell’Anello, l’incoronazione di Aragorn, la scena iniziale che ci fa assistere alla trasformazione di Smeagol in Gollum, il rogo di Denethor e Faramir, l’addio di Frodo a Sam. Mi fermo qui perché sennò continuerei all’infinito!

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