Cinemorfina, per drogati di cinema

Il Signore degli Anelli: La Compagnia dell’Anello


 
IL SIGNORE DEGLI ANELLI: La Compagnia dell’ Anello
(The Lord of the Rings: The Fellowship of the Ring)

di Giovanni Milizia

Regia: Peter Jackson
Produzione, anno: USA/Nuova Zelanda, 2001
Durata: 2h e 58′
Cast: Elijah Wood, Ian Mc Kellen, Viggo Montersen, Cristopher Lee.
Voto:

Nell’immaginario mondo della Terra di Mezzo il malvagio signore del male Sauron vuole impossessarsi dell’anello in grado di dargli il potere assoluto. Solo il piccolo hobbit Frodo (Wood), aiutato dal saggio mago Gandalf (Mc Kellen) e da un manipolo di eroi, può fermare tale minaccia.
Premetto che io non ho letto l’omonimo libro di J. R. R. Tolkien dal quale è stato tratto questo primo episodio della trilogia dell’anello, ma d’altro canto conosco abbastanza bene la carriera cinematografica del regista Peter Jackson, avendo visto tutti i suoi film. Questi ha dimostrato durante la sua carriera di essere un film-maker eclettico, capace di passare con disinvoltura attraverso vari generi, dallo Splatter degli esordi (con “Bad taste” del 1987 e “Splatter- Gli schizzacervelli” del ’92), al Thriller (“Creature del cielo” con il quale ha trionfato a Venezia vincendo il Leone d’Argento nel ’94), al Fantasy-Horror (“Sospesi nel tempo” del 1996). “La Compagnia dell’Anello” per me rappresenta la conferma della sua maturità artistica, ampiamente dimostrata già nel 1994 col già citato “Creature del cielo”. Jackson ci fa penetrare completamente all’interno del magnifico mondo tolkeniano: veniamo letteralmente rapiti dall’ospitalità bucolica di Hobbitville, il villaggio dei simpatici Hobbit superbamamente ricostruito dalla troupe nelle favolose terre incontaminate della Nuova Zelanda; siamo terrorizzati insieme ai nostri eroi, quando questi sono costretti a combattere contro un’orda di ripugnanti orchetti accompagnati da un gigantesco troll nelle Miniere di Moria; e soffriamo tutti con Frodo, portatore di un così grave fardello (cioè l’anello), fonte di mille sventure.
Da notare che il regista poi, ha avuto il buon gusto (cosa un pò strana per lui visto che il suo film d’esordio si chiamava “Bad taste”, cioè “Cattivo gusto”) di usare gli effetti digitali in modo sobrio, quasi nascosti, in modo da non sommergere il film e snaturarne il contenuto, come va invece adesso di moda: vedi per esempio “X-Men”. Gli attori sono tutti stupendi: Elija Wood, con i suoi innocenti occhi color del cielo, sembra proprio nato per essere l’hobbit Frodo, così come Viggo Montersen nei panni di Aragorn; ma sicuramente il personaggio che spicca di più è lo straordinario Gandalf, interpretato da un divino Ian Mc Kellen. Unica nota negativa del film è per me l’assenza di una colonna sonora incisiva, che rimane in mente allo spettatore, come invece succede in saghe come quella di “Star Wars” e “Indiana Jones”.
Davvero imperdibile questo primo capitolo de “Il Signore degli Anelli: aspettiamo con ansia gli altri due film della saga.

 
Stop frame: Sono almeno tre le scene più rappresentative di tutto il film: quella in cui Frodo e i suoi amici si nascondono dai Cavalieri Neri servitori di Sauron, nella quale Jackson mostra le sue origini di regista Horror nel punto in cui i fuggiaschi vengono insidiati da repellenti insetti; lo scontro magico tra Gandalf e il mago traditore Saruman (interpretato da un fantastico Cristopher Lee) e la già citata battaglia nelle Miniere di Moria.

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