Cinemorfina, per drogati di cinema

IL SIGNORE DEGLI ANELLI: LE DUE TORRI di Francesca Colantoni


 
IL SIGNORE DEGLI ANELLI: LE DUE TORRI
(The Lord of the Rings: The two towers)

di Francesca Colantoni

Regia: Peter Jackson
Produzione, anno: Usa/Nuova Zelanda, 2002
Genere: fantastico
Durata: 2 h e 59”
Cast: Elijah Wood, Ian McKellen, Liv Tyler, Viggo Mortensen, Orlando Bloom, Sean Astin, Billy Boyd, Miranda Otto, Cate Blanchett, Christopher Lee, Brad Dourif, Karl Urban, John Rhys-Davies, Dominic Monagham
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Finalmente un film fantasy in cui, come purtroppo non é accaduto spesso di recente (vedi gli episodi 1 e 2 di “Star wars” ad esempio), i contenuti hanno la stessa importanza e sono curati quanto gli effetti speciali. Chiunque abbia letto e amato il libro di Tolkien non può non apprezzare questa trilogia cinematografica ispirata al suo capolavoro. Soprattutto questo secondo capitolo, coinvolgente ed emozionante. Ecco brevemente la trama del film: dopo la separazione della Compagnia dell’Anello alle cascate di Rauros, gli Hobbit Sam e Frodo si incamminano verso Mordor guidati dalla creatura Gollum, ex proprietario dell’Anello la cui mente é stata avvelenata dal desiderio di rientrarne in possesso. Nel frattempo l’Elfo Legolas, l’umano Aragorn e il Nano Gimli iniziano la ricerca degli altri due Hobbit della Compagnia, Merry e Pipino, rapiti dagli Orchetti del Nemico. 

Nel film compaiono nuovi personaggi, anch’essi, come già i precedenti, del tutto simili a quelli immaginati da Tolkien nel suo libro. La più rassomigliante al suo personaggio é senza dubbio Miranda Otto, nei panni della principessa guerriera éowyn così descritta da Tolkien: “Splendido il suo volto, ed i lunghi capelli pari a un fiume d’oro. Era bianca ed esile nella bianca veste cinta d’argento, ma pareva forte e severa come acciaio.” Chiunque puó facilmente, dopo averla vista in questo film, attribuire questa descrizione anche all’attrice e non solo al personaggio. 
Questo secondo capitolo della saga é inoltre più fedele al romanzo rispetto al primo film. Mentre in quest’ultimo era stato escluso (con grande disappunto dei fans) l’episodio di Tom Bombadil ed era l’Elfa Arwen (Liv Tyler) a salvare Frodo (Elijah Wood) nel corso della fuga al Guado anziché l’Elfo Glorfindel, in questa seconda parte ritroviamo quasi tutte le scene al loro posto, così come si trovano nel libro, a parte una piccola parentesi con Frodo e Faramir nella città di Osgiliath inventata dagli sceneggiatori.
La scena più emozionante del film é senza dubbio quella della lunga battaglia al fosso di Helm. Mai si era vista sul grande schermo una scena di guerra così imponente e perfetta, grazie anche alla tecnologia digitale naturalmente. Numerosi sono inoltre i flashback che ci ricordano l’amore tormentato fra l’umano Aragorn (Viggo Mortensen) e l’Elfa Arwen. La loro storia d’amore non é presente nel romanzo ma nell’appendice del libro e probabilmente queste parti sono state inserite dal regista Peter Jackson anche per ricordare allo spettatore gli eventi chiave del primo episodio. Fra gli attori da lodare, a parte il bravissimo Ian McKellen nei panni dello stregone Gandalf tornato redivivo dall’abisso di Moria, il bravo Viggo Mortensen e il sorprendente Andy Serkis nei panni semi-digitali della creatura Gollum. Il primo, che finora aveva sempre interpretato il ruolo del belloccio senza cervello, é riuscito a dare il meglio di sé nella parte di Aragorn, l’erede del Re Isildur, tormentato a causa del difficile e triste passato dei suoi antenati, a causa della maledizione che incombe sulla sua casata e a causa anche dell’amore impossibile per l’immortale Arwen, ed é riuscito a ricrearsi una nuova immagine. Il secondo ha invece prestato i movimenti e la voce alla creatura digitale Gollum in cui convive una doppia personalità, quella dell’essere malvagio irretito dal potere dell’Anello, e quella del servizievole Hobbit Sméagol confuso e spaventato. Il regista del film Peter Jackson ha addirittura promosso una candidatura all’Oscar per Serkis, anche se francamente la cosa sembra alquanto improbabile dato che si tratta di una creatura creata al computer, seppure grazie alla recitazione di un attore. Sta di fatto che l’interpretazione degli attori, uniti alla stupenda fotografia dei favolosi paesaggi neozelnadesi, ai formidabili effetti speciali, e alla solida sceneggiatura scritta dallo stesso regista insieme ad un team di sceneggiatori fra cui sua moglie Fran Walsh, riesce a trasportarci realmente nel mondo fantastico di Tolkien, un mondo che solo fino a pochi anni fa era considerato impossibile da ricreare con successo e realismo sul grande schermo. 
Come dice appunto Peter Jackson “gli effetti speciali servono proprio a far sembrare ciò che é falso vero e in questo sta la loro magia”. D’altronde i tre film sono stati pensati e creati dopo anni di lavoro, con una cura maniacale e grazie alla collaborazione di numerosi esperti, tra cui anche due illustratori delle opere di Tolkien, che hanno dedicato la loro vita all’opera del grande scrittore inglese. 
Il terzo film della saga é, a questo punto, uno dei più attesi, e non solo dai fans di Tolkien o dagli appassionati del genere. “Il signore degli anelli” é un film ben diretto, ben recitato, con effetti speciali straordinari e che riesce sul serio a trasportarci in un mondo parallelo e a farci vivere per un po’ nei panni di guerrieri ed eroi ed essere protagonisti di emozionanti avventure. Dopo aver imparato ad ammirare Tolkien in seguito alla lettura del suo libro e di altre sue opere e dopo aver apprezzato il talento registico di Peter Jackson in “Creature del cielo”, non posso far altro che consigliare a tutti questo splendido film, e anche, naturalmente, la lettura del meraviglioso romanzo da cui la storia è stata tratta.

21/01/2003

 
Stop frame:
– SPOILER –
: la lunga scena della battaglia al fosso di Helm, coinvolgente e emozionante

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