Cinemorfina, per drogati di cinema

INCONTRI A PARIGI di Massimo Pierozzi


 
INCONTRI A PARIGI
(Les rendez-vous de Paris)

di Massimo Pierozzi

Regia: Eric Rohmer
Produzione, anno: Francia, 1995
Genere: Commedia
Durata: 91′
Cast: Antoine Basler, Clara Bellar, Judith Chancel, Malcolm Conrath, Veronica Johannson
Voto: Apri la legendaApri la legendaApri la legenda

Piccolo gioiello di un giovane vecchietto quale è ormai Eric Rohmer, il film si dipana in tre episodi autonomi ambientati a Parigi. Protagonisti sono ragazze e ragazzi che sotto un cocente sole estivo vivono piccole storie di tradimenti, repentini cambiamenti d’umore e idea, amori soltanto sognati.
Girato in gran parte in esterni in una Parigi insolita e quasi anonima, il film torna su uno dei temi più cari al regista francese: il caso che interviene a modificare il corso delle cose in maniera inaspettata quanto inesorabile. I personaggi sembrano completamente in balia di un destino casuale, e proprio casualmente sembrano procedere le storie raccontate. La macchina da presa tallona i giovani protagonistinel corso di infinite passeggiate accompagnate da dialoghi lunghi ma avvincenti. Rohmer ama raccontare piccole storie di ragazze e ragazzi con una preziosa semplicità e un pizzico di affascinante letterarietà.
E’ il caso, dicevo, a guidare gli episodi e i relativi epiloghi. Un caso beffardo, spiazzante, ma mai pesante o cinico. Del resto tutto il film è permeato da solarità, ariosità, libertà e grande leggerezza. Si veda, come esempio, la protagonista del primo episodio: quando scopre, grazie ad una serie di fortunate coincidenze, che il ragazzo la tradisce, non si abbandona ad isterismi ma lo pianta in asso con poche, fredde, mirate parole.
Anche i “siparietti” prima di ogni episodio (una cantante ed un fisarmonicista che si esibiscono in strada come da cartolina parigina), nonché le cartoline in pastello a tutto schermo (raffigurano i luoghi simbolo di Parigi) con su scritto il titolo del relativo episodio , ironizza su tanto cinema francese e non in cui Parigi è filmata come una cartolina. A questo vezzo Rohmer oppone una Parigi irriconoscibile, nascosta, che persino un parigino faticherebbe a riconoscere. Ma tutto è condotto senza polemica e con quella brillantezza che Rohmer, dopo tanti anni e film, sembra ancora possedere.

16-04-2003

 

Like this Article? Share it!