Cinemorfina, per drogati di cinema

IO TI SALVERO’ –


 
IO TI SALVERO’
(Spellbound)

di Marco Cherubini

Regia: Alfred Hitchcock
Produzione, anno: USA, 1945
Genere: Giallo
Durata: 111′
Cast: Ingrid Bergman, Gregory Peck, Leo G. Carroll, John Every, Rhonda Fleming
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Nella clinica per malati di mente ove lavora la giovane dottoressa Petersen (Ingrid Bergman) è imminente un passaggio di consegne: il dottor Murchison, il vecchio direttore della clinica, carico di anni e di esperienza, è in procinto di passare le consegne al suo successore, il brillante dott. Edwards. E quando questi si presenta alla clinica, mostrandosi serio, preciso, nonché giovane e bello (Gregory Peck, insomma), la giovane dottoressa se ne innamora di colpo, e perdutamente. Ben presto però, la valente psichiatra si renderà conto che in quell’uomo dal fascino tenebroso c’è qualcosa di strano…

Non sveleremo altri dettagli della trama in questa sede (qualche indizio in più, nella apposita sezione opzionale): questo per evitare di guastare non soltanto il finale, ma anche il dipanarsi della vicenda. Una vicenda che, ad onta dell’età della pellicola (1945), avvince lo spettatore grazie alla sapiente regia del maestro del giallo cinematografico, Alfred Hitchcock, ed alle magistrali interpretazioni dei due protagonisti, interpreti qui anche di una tra le più intense storie d’amore cinematografiche (l’opera prende peraltro spunto dal romanzo “The House of Dr. Edwards”, di F. Beeding).
Il film contiene, ed impiega magistralmente, uno dei primi tentativi (forse il primo) di avvicinare lo spettatore ai misteri della psicoanalisi, pur piegandoli nel contempo, come è lecito attendersi, ai fini di un elegante mystery: un giallo forse non notissimo al grande pubblico, ma certo un classico del genere, e tra le migliori prove (ma sono talmente tanti i suoi capolavori !) del maestro del brivido.
Ottima la sottolineatura della colonna sonora (premio Oscar 1945), ed una volta tanto ben azzeccato (a prescindere dal finale, su cui non avrete indizi) il titolo italiano, che pur nella difformità dall’originale (Spellbound: lett. Incantato/a), comunica in effetti la forte spinta emotiva della Bergman nei confronti dell’altro interprete della vicenda. Impossibile non ricordare, infine, in un’opera in cui le componenti oniriche ed inconsce sono sempre più o meno manifestamente presenti, una serie di immagini, nella descrizione di un sogno del protagonista, curate nientemeno che da Salvator Dalì.
Chi ama il giallo e le storie cariche di suspense, non perda Io ti salverò.

30/11/02

 
Stop frame:
– SPOILER –
Da una serie di indizi, la Bergman scoprirà rapidamente che in realtà l’uomo è un malato di mente ed un impostore, che ha assunto l’identità di Edwards; resosene conto egli stesso, le confiderà di averlo ucciso. Ma ciò corrisponde alla realtà, o risiede in un senso di colpa dell’uomo ? Per scoprire tutta la verità, non c’è che da indagare, con professionalità, ma anche tanto amore, nella mente sconvolta del misterioso individuo. E la storia continua…

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