Cinemorfina, per drogati di cinema

JASON X –


 
JASON X

di Giacomo Calzoni

Regia: James Isaac
Produzione, anno: Usa, 2001
Genere: Horror/Fantascienza
Durata: 93′
Cast: Kane Odder, Lexa Doig, Chuck Campbell
Voto: Apri la legenda

Catturato da una squadra di soldati, Jason riesce a liberarsi e a fare fuori tutti quanti: finirà però congelato in una camera criogenica insieme alla donna che era riuscita a tenerlo a bada. Più di quattro secoli dopo verranno scoperti e riportati in vita a bordo di un astronave da parte di un team di studenti/scienziati, ma anche nel 2455 tenergli testa sarà impresa ardua.

Dopo essere rimasto in formalina per tre anni (il film è del 2001) finalmente anche in Italia arriva il decimo capitolo della saga di Venerdì 13, anteriore (e più riuscito) del recente Freddy vs Jason. Chi, come il sottoscritto, non è mai stato un appassionato sella serie – primo episodio compreso – probabilmente apprezzerà Jason X e lo prenderà esattamente per quello che è: un film da sabato pomeriggio, né più né meno. Dopo nove titoli tutti uguali, tutti all’insegna della mediocrità, finalmente lo storico produttore Sean S. Cunningham si è deciso a inserire l’elemento mancante, l’ironia (a dire il vero un po’ già presente nel sesto episodio, Jason vive, che infatti era il più potabile). In mezzo a un mucchio di scemenze che neanche qui mancano è infatti l’ironia (anzi, l’auto-ironia) che salva il tutto e fa tornare a casa non dico soddisfatti, ma perlomeno non incazzati. E’ come se Jason avesse portato con sé nel futuro tutte le scempiaggini dei suoi film del passato per prendersene gioco: non è un caso che all’interno dell’astronave si risvegli (con un bel montaggio alternato) proprio mentre tutte le coppiette dell’equipaggio si stiano preparando a “quello”, e non è un caso neppure che prima vittima, quella che finisce col volto congelato e poi fatto a pezzi, sia la più figona di tutte. E se vogliamo insistere, non è casuale manco il fatto che alla fine finisca a mò di stella cadente in un lago che somiglia non poco a Crystal Lake, con i due fidanzatini pronti per essere macellati. Tutte situazioni che affrontiamo col sorriso sulle labbra, mentre una volta tutto si sarebbe preso tremendamente sul serio. Forse è un giochino cinefilo e metacinematografico un po’ fine a sé stesso, ma è anche il modo migliore per trascorrere un’oretta e mezzo di svago, come appunto tutti i film da sabato pomeriggio. Qua e là, trovate ora spassose (la “proiezione” di Crystal Lake con le ninfette sbattute sugli alberi; il nuovo look a metà tra Robocop e Terminator) ora meno (l’androide à la Lara Croft): cos’altro chiedere a un film che non ha nessuna pretesa se non quella di essere una stupidaggine divertente?

26-06-2004

 

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