Cinemorfina, per drogati di cinema

JURASSIC PARK –


 
JURASSIC PARK

di Marco Cherubini

Regia: Steven Spielberg
Produzione, anno: USA , 1993
Genere: Fantascienza
Durata: 126 ‘
Cast: Sam Neill, Laura Dern, Jeff Goldblum, Richard Attenborough, Samuel L. Jackson
Voto:

Una coppia di insigni paleontologi, il dr. Grant (Sam Neill) e la dottoressa Sattler (Laura Dern), vengono contattati da un eccentrico miliardario, tale John Hammond (R. Attenborough), alla disperata ricerca di un “expertise” scientifico riguardo un misterioso parco che sta allestendo su un’isola caraibica. Convinti ad un sopralluogo dalla promessa di un cospicuo finanziamento per le loro ricerche, i due scienziati si troveranno ben presto di fronte alla più mirabolante e sconvolgente applicazione concepibile della biologia molecolare: l’equipe scientifica del parco, in gran segreto, partendo da frammenti di paleo-DNA di esseri viventi preistorici rinvenuti in alcuni fossili, è riuscita a clonare alcune specie di dinosauri, con lo scopo di farne l’attrazione principale del parco stesso. Alcuni di questi animali, innocui, sono liberi di scorazzare qua e là; altri, molto pericolosi, vengono ben custoditi (?!) entro speciali recinti. Che meraviglia ! Ma, a pensarci bene, sarà poi tutto così stupendo ? Il parco è stato pensato a fini esclusivamente commerciali; la biologia di questi dinosauri è in massima parte ignota; i loro ecosistemi ed il loro comportamento, sconosciuti; e la vicinanza con l’uomo, strettissima

Jurassic Park, sulla falsariga del romanzo omonimo di Michael Crichton, affronta anzitutto un tema che oggigiorno ha ormai poco a che fare con la fantascienza: la possibilità appunto di clonare degli esseri viventi, con tutto ciò che questo può comportare, e non soltanto dal punto di vista etico; il perseguimento di un lucro da questa applicazione scientifica che Hammond si ripromette può far da metafora per ben altro (vedasi il dibattito sui rischi dell’ingegneria genetica, sulla clonazione umana, etc.). Ma focalizziamoci sull’aspetto puramente ricreativo del film, che è ciò che è giusto porre maggiormente in risalto in una pellicola come questa. Dinosauri, dunque: nell’immaginario collettivo questa parola ci consegna sentimenti di paura ed ammirazione; ah, poterli vedere in carne ed ossa ! E questo è proprio ciò che il regista Spielberg ci offre con estremo realismo, spingendo la suggestione fino a far associare inconsciamente allo spettatore i gadgets venduti contestualmente all’uscita del film con quelli di questo inesistente parco, in modo da completare l’illusione.
Questo è certamente il primo film, che, pur inserendosi nel filone dei vari King Kong, Godzilla e similia, grazie alle moderne tecnologie permette di coinvolgere completamente il pubblico, rapito nel bel mezzo di una formidabile avventura ricca di effetti speciali e di incredibile realismo. Fantascienza ed azione, dunque; ed anche una bella dose di spavento, soprattutto per gli altri due piccoli protagonisti della pellicola, i nipoti di Hammond, rincorsi da lucertoloni affamati per gran parte del film, e destinati all’immedesimazione con il pubblico dei giovanissimi.
Jurassic Park, venuto alla luce accompagnato da un grande battage pubblicitario, confortato da enormi incassi, e da un cospicuo merchandising periodicamente alimentato da un nutrito numero di sequel che qui non discuteremo, resta a tutt’oggi un film ampiamente godibile, senz’altro coinvolgente e spettacolare, con annessa la morale non proprio spicciola su quanto difficilmente la natura possa essere imbrigliata dalla scienza, specialmente quando il denaro renda quest’ultima “strabica”.

30/10/02

 
Stop frame: Le vibrazioni del terreno trasmesse all’acqua, indice che sta venendo a trovarci qualcosa di molto grosso…

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