Cinemorfina, per drogati di cinema

La regina dei dannati


 
LA REGINA DEI DANNATI
(Queen of the damned )

di Luciana Morelli

Regia: Michael Rymer
Produzione, anno: Usa , 2002
Genere: Horror/gothic
Durata: 100 ‘
Cast: Stuart Townsend, Aaliyah Haughton, Marguerite Moreau, Vincent Perez, Lena Olin
Voto:

E’ il seguito di “Intervista col Vampiro” ma come previsto il risultato è sicuramente di gran lunga inferiore. In primo luogo perché gli attori protagonisti non sono neanche lontanamente paragonabili a Tom Cruise (che ha rifiutato la parte per questo secondo film), Brad Pitt, Cristian Slater e Antonio Banderas, ed in secondo luogo perché, pur essendo molto buona l’idea di fondo, le “macchie” di banalità sono evidentissime sia nei dialoghi che nella sceneggiatura. Tratto (come “Intervista col Vampiro”) da due dei più celebri racconti della collana “Vampire Chronicles” di Anne Rice e cioè “Scelti dalle tenebre” e “La regina dei dannati“, rispettivamente secondo e terzo volume della serie.
E’ la storia del giovane e zelante vampiro Lestat (interpretato da Stuart Townsend) creato secoli prima da Màrius (Vincent Perez) antico e saggio maestro che lo istruì ad arte sulle dottrine, le regole ed i compromessi che sono alla base di quella vita eternamente vissuta nell’ombra ed in solitudine che è tipica dei vampiri. Insoddisfatto ed annoiato dalla sua solitaria e tediosa esistenza, Lestat si addormenta e si risveglia centinaia di anni dopo (nei nostri giorni) deciso ad uscire allo scoperto ed a rivelare al mondo intero la sua vera natura di vampiro, ma soprattutto deciso a conquistare le luci della ribalta mondiale sentendosi finalmente vivo e libero di non doversi più nascondere. Quale mezzo più efficace della musica (da lui sempre amata sin dall’epoca dei suoi primi passi di vampiro) per raggiungere il suo scopo?
Il successo arriva inevitabilmente e Lestat diventa un’osannata rockstar di fama mondiale con la sua splendida voce (prestatagli nientemeno che da Jonathan Davis, leader dei Korn, autore anche della meravigliosa colonna sonora finale del film) e con le sue splendide musiche (curate da celebri artisti rock del calibro di: Marilyn Manson, Wayne Static degli Static-X, Chester Bennington dei Linkin Park, Deftones, Papa Reach e Richard Gibbs). Mentre Lestat è impegnato in conferenze stampa in cui non fa che esortare i suoi “confratelli” a partecipare al mega concerto/raduno (organizzato per l’occasione a “Death Valley“, California) e a “rivelarsi” al mondo, i “succhiasangue” più anziani si organizzano ed architettano contro di lui un agguato atto alla salvaguardia della stirpe. L’eliminazione di Lestat significherebbe infatti la loro salvezza in quanto eviterebbero di essere scoperti e perseguitati dagli umani fino al completo sterminio. L’infernale e maledetta musica dark riesce in qualche modo a donare a Lestat la gloria che cercava, ma soprattutto riesce a ridestare da un sonno lungo seimila anni l’incontrastata e temutissima sovrana egizia Akasha, regina di tutti i dannati e madre da secoli di tutti i vampiri della Terra. Il sonno statuario plurisecolare iniziato dopo la morte del compianto compagno di regno si interrompe bruscamente e come per incanto Lestat sembra incarnare alla perfezione il temperamento e le peculiarità degne di un sostituto all’altezza dello sposo defunto della tenebrosa regina.
Riuscirà Jesse (studiosa di fenomeni paranormali e discendente di una delle anziane vampire avversarie di Lestat) a farlo desistere dal perfido progetto facendo leva su quel briciolo di sentimento “umano” che gli è rimasto? Riuscirà Akasha a difendere Lestat e ad impedire che venga ucciso? Riuscirà a convincerlo ad affiancarla per il resto dell’eternità ed a distruggere l’intera razza umana (da lei definita “puro cibo e niente altro”)? Riusciranno insieme a trasformare la Terra in un inferno?
Il ruolo di Akasha è interpretato da Aaliyah, cantante americana rithm’n blues morta tragicamente a 22 anni in un incidente aereo lo scorso 25 agosto nelle Bahamas. Curioso come il regista Rymer abbia scelto Aaliyah per questo ruolo visto che nel libro da cui è tratta la storia la regina Akasha è rigorosamente di pelle “chiara”. Mi sento tuttavia di condividere questa scelta in quanto secondo me il regista ha voluto donare un alone di “luce ambrata” (degno di una regina) al personaggio clou del film, una intrigante sovrana egizia tanto bella quanto egoista e spietata.
Notevoli gli effetti speciali del film, ottima la scenografia ed i costumi, magistrale il trucco di Akasha e la “costruzione” dei vampiri con relative affilatissime dentature. A dir poco coinvolgenti le colonne sonore che, come già accennato, sono state curate da alcuni dei più grandi musicisti rock attualmente in circolazione. Come suddetto il cast è sicuramente di livello scadente; il protagonista Stuart Townsend non è sicuramente all’altezza del ruolo e non riesce nemmeno lontanamente ad avvicinarsi al Lestat (perfetto mix di sensualità e dannazione) interpretato da Tom Cruise in “Intervista col Vampiro”. L’attrice che interpreta l’unica mortale del film (la studentessa Jesse), che risponde al nome di Marguerite Moreau, sembra più adatta a ruoli da soap opera piuttosto che a ruoli da apprendista vampira ed infine citiamo, per rispetto, anche Vincent Perez (già protagonista de “Il corvo 2”) che interpreta l’insignificante ruolo di Marius per circa cinque minuti in tutto il film e Lena Olin (Chocolat, Mr. Jones, Mystery men) (e come dimenticarla nel favoloso “Havana” di S. Pollack! n.d.r.) relegata ad interpretare la vecchia zia vampira di Jesse.
Il film è scorrevole ed a tratti piacevolmente accattivante, ma tristemente povero di scene capaci di offrire anche il più piccolo brivido di paura. L’insoddisfazione regnerà sovrana (tanto per rimanere in tema) tra tutti i più accaniti cultori del genere (come la sottoscritta). Forse era piuttosto pretenzioso da parte nostra aspettarci qualcosa di meglio da un regista poco più che esordiente come Rymer. Inspiegabilmente vietato ai minori di anni 18.

 
Stop frame: Di grande effetto la scena finale del film in cui Lestat e Jesse mano nella mano camminano verso il Big Ben. La particolarità sta nel fatto che con opportune manovre del regista i due sembrano muoversi ad una velocità almeno 100 volte inferiore a tutto quello che freneticamente li circonda, quasi a voler sottolineare quanto il tempo scorra troppo in fretta per noi umani e troppo lento per i vampiri che vivono in eterno.

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