Cinemorfina, per drogati di cinema

LA SIGNORA OMICIDI –


 
LA SIGNORA OMICIDI
(The Ladykillers)

di Marco Cherubini

Regia: Alexander Mackendrick
Produzione, anno: Gran Bretagna, 1955
Genere: Commedia
Durata: 97′
Cast: Alec Guinness, Peter Sellers, Cecil Parker, Herbert Lom
Voto: Apri la legendaApri la legendaApri la legenda

Una mite vecchina inglese non sa di aver dato in affitto parte della propria casa ad una banda di criminali, che userà la innocua facciata di quel sicuro asilo per compiere una delle più grandi rapine di tutti i tempi. Convinta di ospitare cinque orchestrali (che faranno sempre suonare lo stesso disco, al loro posto, mentre preparano il colpo), la attempata nonnina non lesinerà gentilezze sempre più asfissianti nei riguardi dell’astutissimo prof. Marcus (Alec Guinness) e dei suoi “colleghi di conservatorio”, tra cui spicca un giovane Peter Sellers.
Reggere il gioco sarà facile, inizialmente, per i malfattori, ma con l’approssimarsi del colpo, e soprattutto dopo che questo sarà avvenuto (con l’involontaria complicità della donna), l’intera faccenda si complicherà maledettamente: fino a che punto riusciranno, i cinque malviventi, a darla a bere alla candida anziana signora ? L’imprevisto sembra essere sempre in agguato; e se, per di più, la malasorte vi metterà lo zampino ? Che cosa potrebbe accadere, col precipitare degli eventi, alla mite (e un po’ rincoglionita, diciamocelo) vegliarda ?

Magnifico esempio di humor nero, commedia grottesca dai meccanismi perfetti e dal divertimento assicurato, La signora omicidi, con una serie di trovate teatrali di composta, ma indubbia vis comica, prende per mano lo spettatore aiutandolo a camminare sul sottile filo del “come potrà mai andare a finire ?”.
Non si tratta di un film che faccia sganasciare dalle risa, ma da gustarsi a piccoli morsi, e che senz’altro diverte ed intrattiene egregiamente, con quel tanto di “nonsense” e di gusto per il paradosso alla Oscar Wilde, icona del british humor non solo d’altri tempi.
L’ambientazione per di più, è magistralmente resa; sembra anche a noi, forse confortati da concreti lontani ricordi, di entrare nella casa sbilenca della vecchia (sinistrata dai bombardamenti; la casa, intendiamo, non la vecchia; per quanto, poi…); ci sembra di entrare, dicevamo, e di sentire l’atmosfera, e l’odor di chiuso, chiamiamolo pure “il sapor dell’antico”, che permea in realtà un set, divenuto col tempo antico davvero.
Sorprendente e paradossale il finale che ovviamente non vi sveliamo. Obbrobriosa, passateci il termine, la trasposizione del titolo originale (“I rubacuori”, con doppio senso di lady-killers). Interessante l’incontro cinematografico tra Peter Sellers ed Herbert Lom, che anni dopo formeranno l’intramontabile coppia del ciclo de “La pantera rosa”; e francamente irresistibile l’interpretazione di Alec Guinness.
Avete anche voi, per vicina di casa, una “signora omicidi” ? Fateci sapere.

01/03/03

 

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