Cinemorfina, per drogati di cinema

LA STRADA –


 
LA STRADA

di Marco Cherubini

Regia: Federico Fellini
Produzione, anno: Italia , 1954
Genere: Drammatico
Durata: 104 ‘
Cast: Giulietta Masina, Anthony Quinn, Richard Basehart
Voto:

Gelsomina (Giulietta Masina) è una povera ragazza, ingenua e sensibile, totalmente sprovveduta ed ignara delle crudeltà della vita. Conduce la sua esistenza nella miseria più assoluta, tanto da essere venduta dai familiari, pressati dalle necessità economiche e dall’abbrutimento, ad un artista girovago. Questi è Zampanò (Anthony Quinn), grosso ed animalesco saltimbanco che gira di paese in paese con uno spettacolo da strada; egli vuole trovare in Gelsomina una serva, una tuttofare per lo spettacolo, ed a stento la considera una donna, una persona degna di rispetto come chiunque altro. Le insegna qualche rudimento del mestiere, ed iniziano a girovagare. E la vita di Gelsomina, dapprima triste, diventa tristissima. Tuttavia, nel loro vagabondare, Gelsomina conosce un altro artista di strada, detto il Matto, che cercherà di farle considerare con più ottimismo e speranza la sua condizione, ed il suo ruolo in questo mondo. Ma il destino riserverà a tutti e tre dei duri colpi…

Considerato in maniera pressoché unanime il capolavoro di Federico Fellini, e certo uno dei film italiani più noti ed apprezzati, La strada potrebbe definirsi “poesia cinematografica”; vi si ritrova l’afflato lirico, ed una atmosfera magica e sognante, pur nella cogente quotidianità della vita, tipiche del regista; tuttavia questo è forse il meno “felliniano” dei film del Maestro di Rimini, poiché è presente una solida trama, che lascia che solo alcuni spiragli onirici ed astratti trapelino dal racconto. Magistrali le interpretazioni della Masina e di Anthony Quinn, ciascuno dei due con la propria lezione di vita da imparare dalla strada, appunto; un amaro calice per entrambi. Storia di dolore e di poesia, dunque, al cui centro è posta la presa di coscienza della condizione umana, con tutta la gioia od il dolore che essa può arrecare, in base a ciò che si è, o che si è diventato…
Il film ci regala anche una colonna sonora di straordinario nitore e struggente lirismo. Numerosi i premi, tra cui l’Oscar per il miglior film straniero nel 1956.
Basta così; ogni altra parola ruberebbe la scena al film, che merita tutto il nostro affetto, come lo merita il personaggio di Gelsomina, e così come merita umana pietà quello di Zampanò.

30/10/02

 
Stop frame: “E’arrivato… Zampanò !”

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