Cinemorfina, per drogati di cinema

Long Time Dead


 
LONG TIME DEAD

di Luciana Morelli

Regia: Marcus Adams
Produzione, anno: USA/UK , 2002
Genere: Horror soprannaturale
Durata: 91′ ‘
Cast: Lukas Haas, Joe Absolom, Lara Belmont, James Hillier, Melanie Gutteridge, Alec Newman, Mel Raido, Marsha Thomason
Voto:

Comincia così, per sfizio e per curiosità, la drammatica storia di un gruppo di otto ragazzi londinesi decisi ad ogni costo a combattere la noia e la monotonia di un rave party. “Qual’è la cosa più forte che avete mai fatto in vita vostra?“. Uno di loro lo confessa…”una seduta spiritica“. Così tutti in gruppo decidono di passare all’azione e scendono in un vecchio magazzino; servendosi di una lastra di vetro, di qualche pezzetto di carta per scrivere le lettere dell’alfabeto e di un bicchiere, simulano una tavoletta Oujia e mettono in pratica quello che si rivelerà ben presto essere per loro un tremendo gioco di morte, un’avventura che tutti ricorderanno….almeno quelli che riusciranno a scamparla.
MORIRETE TUTTI“. Questo è il misterioso messaggio che si pone davanti ai loro occhi con una drammatica e repentina sequenza di movimenti del bicchiere.
I ragazzi terrorizzati si accorgono ben presto che quella frase non è uno scherzo ma che in realtà è il preludio all’orrenda caccia che darà loro lo spirito maligno che è stato rievocato durante la seduta e che è stata scelta dagli spiriti dell’aldilà come tramite per stabilire una comunicazione col mondo dei vivi (scelta che solo successivamente scopriremo essere “non casuale”).
La vendetta del djiin, il “demone di fuoco” nei confronti di Liam (uno degli otto protagonisti che è interpretato da Alec Newman) era stata infatti covata per anni, sin dal lontano 1979; quest’ultimo però è all’oscuro di tutto, sia del suo passato, sia del coinvolgimento del padre in un pluriomicidio, di cui rimase vittima anche la madre, avvenuto durante una seduta spiritica in ambienti di sette sataniche ed altre diavolerie in Marocco. Liam non sa neanche che il padre in realtà non è morto (come tutti gli hanno fatto credere sin da piccolo) ma è rinchiuso in un ospedale psichiatrico proprio per aver asserito che il colpevole della strage accorsa molti anni prima era uno spirito malvagio. A far scoprire questa tremenda verità ai ragazzi sarà il ritrovamento casuale, nella casa del loro per niente rassicurante padrone di casa, di un vero e proprio dossier pieno di foto e di articoli di giornale su questo orrendo fatto di sangue.
Riuscirà Liam a chiudere i conti con il suo passato ed a salvare i suoi amici dall’inevitabile vendetta che sta per essere compiuta?
Gli effetti speciali sono gradevoli e gli attori, se pur quasi sconosciuti in Italia, sono molto bravi; il regista Marcus Adams (al suo esordio come regista per il grande schermo ma già direttore di numerosi filmati pubblicitari e video musicali) riesce con abilità a creare, a volte solo con splendide inquadrature, movimenti veloci e repentini stacchi, la giusta atmosfera di angoscia, terrore e di impotenza da parte dei personaggi e quindi, a giudicare dallo stralcio preso da una sua intervista :”..la parte più difficile del mio lavoro è stata assicurarmi che le emozioni provate dai personaggi fossero realistiche quanto più possibile…il nostro film è una specie di montagna russa di emozioni che, mi auguro, possano sembrare vere…” almeno con me il lavoro sembra riuscito! La trama sarà anche poco originale e un po’ scontata ma la realizzazione è veramente apprezzabile. Sorprendentemente godibile soprattutto la seconda parte del film ed il finale che, non ci risparmia l’ennesimo ma stavolta ben congegnato, colpo di scena. Non male visto l’horror che c’è in giro ultimamente…Consigliato agli intenditori del genere.

 
Stop frame: Due splendidi occhi verdi, inquadrati abilmente dal regista in modo da sembrare che stessero schizzando fuori dalle orbite, che si muovono da sinistra a destra e da destra a sinistra ripetutamente e lentamente scrutando attraverso l’anta di un’armadio e mettendo addosso un senso di angoscia tremendo. Sembrava quasi che stessero cercando me…

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