Cinemorfina, per drogati di cinema

L’UOMO SENZA PASSATO –


 
L’UOMO SENZA PASSATO

di Gianni E Palmieri

Regia: Aki Kaurismaki
Produzione, anno: Finlandia, 2002
Genere: Commedia
Durata: 90′
Cast: Arkku Peltola, Kati Outinen, Annikki Tähti, Juhani Niemelä, Kaija Pakarinen, Sakari Kuosmanen
Voto: Apri la legendaApri la legendaApri la legenda

Un uomo che non sappiamo chi essere (nemmeno lui lo saprà) arriva in una grande città Finlandese, si corica su una panchina al freddo, in un parco. Un gruppo di teppistelli lo assalgono, lo pestano a sangue… al risveglio in un ospedale il nostro eroe “comune” si sveglierà senza ricordarsi più nulla del suo passato… divenendo così un uomo senza passato.
E qui comincia il film…

Quando penso a questo autore finlandese che dopo aver girato dei video e presentati in giro per il mondo ai vari festival e’ divenuto uno dei registi più ” attraenti ” del cinema d’autore contemporaneo, non posso fare a meno di associarlo a un grande autore-regista teatrale : Bertold Brecht. I personaggi di Kaurismaki riflettono in toto tutta quell’estetica che stava alla base del grande drammaturgo e teorico di una ” nuova regia ” teatrale. ESTRANEITA’ dell’interpretazione, e quindi di tutta l’essenza del film. Gi attori mostrano i loro stati d’animo esclusivamente attraverso una recitazione distante, come narratori di fatti, e non facendola passare in un emotività espressa. E’ il caso di questo uomo senza passato e della donna di cui s’innamorerà : dialoghi secchi, essenziali, e soprattutto l’emozione che si esprime esclusivamente attraverso la rigidità del viso, i nervi della faccia diventano la forma più eloquente per dire cio’ che sente l’anima.

In quest’ultimo film chi ama Kaurismaki (come il sottoscritto) non potrà fare a meno di ritrovare tutto ciò che in precedenza e’ stato Kaurismaki e il suo cinema : panoramiche su città e quartieri abbandonati e poveri, affollati da baraccopoli e da gente che vive di soli rapporti umani. La musica… l’opera, le sinfonie che si confondono con il rock and roll di un patito e poi l’amore, che nel caso di Kaurismaki diventa “sempre” la sola salvezza a una vita in apparenza vuota. Perché bisogna andare a vedere questo film e magari riscoprire i vecchi lavori di questo grande autore ?
Perché lui sta dalla parte della gente, di quella gente comune che non ama i vincenti e tutta l’immagine/immaginazione che il potere ci vuol fare passare come qualcosa di giusto. Perché partendo sempre da situazioni tragiche i personaggi di Kaurismaki alla fine trovano sempre una ragione per continuare a vivere e per essere… esseri umani (scusate il gioco di parole). Perché in questo caso il film e’ solamente un supporto per esprimere una sensibilità poetica che parla della contemporaneità e soprattutto delle ingiustizie della contemporaneità.

Perché questo e’ un cinema di dignità, fatto di personaggi diseredati ma ricchi di sensibilità. Perche’ la pellicola lattiginosa mai come in questi modelli e’ diventata un urlo sfumato per raccontare storie di vita e di una società che… in silenzio (ma e’ solamente un silenzio fasullo) va a pezzi.

Buon divertimento e correte a cinema.

14-12-2002

 
Stop frame:
– SPOILER –
Il film dopo la prima sequenza delle botte ricevute dall’uomo senza passato ci presenta il protagonista che si risveglia in un ospedale e…al suo risveglio egli e’ tutto bendato sul viso. Quell’immagine mi ha ricordato l’uomo invisibile, pure lui era così fasciato e bendato nel volto. Anche in questo Kaurismaki e’ un piccolo genio: il suo non è un cinema fatto di citazioni, ma di richiami alla storia di un cinema visto/vissuto con una sensibilità assoluta.

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