Cinemorfina, per drogati di cinema

MAMMA ROMA –


 
MAMMA ROMA

di Marco Cherubini

Regia: Pier Paolo Pasolini
Produzione, anno: Italia, 1962
Genere: Drammatico
Durata: 105′
Cast: Anna Magnani, Ettore Garofalo, Franco Citti, Silvana Corsini
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Non leggete questa recensione, se non siete già intenzionati a vedere il film; e se lo avete già visto, non leggetela ugualmente; sarebbe inutile. La storia in questione può essere riassunta in poche righe, del tutto scontate: non è forse un film di Pasolini, che tratta ancora una volta delle miserie degli emarginati ? Non c’è forse Anna Magnani, con la sua vena di struggente e disperato lirismo popolare ? Certo. Ed allora ? Ci si può ben immaginare quale ritratto di umanità dolente ne venga fuori. E quale possa esserne l’epilogo. Parlare della trama, e pure ne parleremo, non può che banalizzare l’opera. E’ il classico film da vivere; averlo o non averlo visto, almeno una volta nella vita, non è indifferente.
Il messaggio che consegna è chiaro: non c’è riscatto, non c’è speranza, non c’è scampo per chi nasce “male”: cioè nella miseria, nella emarginazione, nell’ignoranza, nella prigione della sua condizione; un tema non nuovo, certo, anzi millenario; non nuovo, come tutto, al mondo. Eppure, di certo non ce se ne ricorda mai abbastanza; altrimenti, penseremmo, si cercherebbe di mettervi riparo. O no?
Il tocco di Pasolini è estremamente poetico; netta e precisa la rappresentazione, vivido il ricordo che affida alla memoria dello spettatore che giunge al termine di questo dolente viaggio. Opera seconda del regista (dopo Accattone), e già opera della maturità artistica, inserita nel filone ormai classico, all’epoca, del neorealismo, ma al contempo distante da esso, non solo per la crudezza dei temi trattati, al di là della miseria, ma per lo stile, le immagini, il respiro dell’opera.

Beh, ecco le poche righe di cui si diceva, proprio per “dovere di cronaca”: Mamma Roma (Anna Magnani) è una prostituta, decisa a cambiare vita ed a consacrare a modo suo la propria esistenza al suo unico figlio adolescente, Ettore (Ettore Garofalo), portandolo in una vera casa, trovando per sé, e più tardi per lui, un vero lavoro. Ma il truce richiamo della “mala vita” si farà sentire presto per entrambi; riporterà, a causa del ritorno del suo ex protettore (Franco Citti), Mamma Roma sul marciapiede, ed Ettore nell’abisso dei “ragazzi di vita”. A pagare il prezzo più alto sarà il figlio, ma proprio per questo, nel contempo, sarà altissimo anche il prezzo per la madre.
Per gli argomenti trattati (ci piacerebbe però più che altro che la motivazione risiedesse nella necessità di comprensione di questo lavoro), il film è “vietato ai minori di 14 anni”.

12/04/03

 

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