Cinemorfina, per drogati di cinema

MOMO ALLA CONQUISTA DEL TEMPO


 
MOMO ALLA CONQUISTA DEL TEMPO

di alxandra

Regia: Enzo D’Alò (La Gabbienella e il Gatto)
Produzione, anno: Italia, 2001
Genere: Animazione
Durata: 75′
Cast: Momo la sultana, Cassiopea la tartaruga, Gigi il principe, Mastro Ora, il gallo e la civetta aiutanti di mastro Ora.
Voto:

Momo, una bambina di nove anni arrivata da chissà dove è la predestinata per salvare il mondo dagli uomini grigi, stupenda metafora del grigiore della vita moderna il cui solo valore è divenuto il tempo nella peggiore delle sue accezioni ovvero non più visto come valore per potersi dedicare con gioia a se’ stessi e agli altri ma come un qualunque bene materiale da dover accumulare. Gli uomini in grigio disumanizzano gli uomini portandoli a racimolare più tempo possibile e nel frattempo sopravvivono proprio grazie a questo tempo accumulato che fumano attraverso grossi sigari dai cui non si separano mai.
Momo, che crede nel profondo senso dell’amicizia scopre l’inganno degli uomini grigi e cerca di fermarli con l’aiuto degli altri bambini. Ma i beni materiali sono più forti di tutti i sentimenti sembra dire il cartoon, e così i bambini che devono sottostare al volere dei genitori non riescono a far nulla. Solo Momo alla fine recupererà il tempo accumulato dagli uomini vanificando il lavoro degli uomini grigi e distruggendoli tutti. Gli uomini grigi-i beni materiali non sono altro che fumo, i veri valori: il tempo-l’amicizia sono più forti e per questo hanno la meglio.
E’ un bel cartoon dal sapore dei bei cartoni di una volta intrisi di buoni sentimenti. Enzo D’Alò conduce una regia piacevole, la fiaba scorre fluida dall’inizio alla fine lasciando quel senso di gioia che dà sempre il lieto fine con la vittoria del giusto. In qualche momento può stancare: più che altro perché diverso dai cartoni tutt’azione a cui si è abituati, ma i più piccoli avranno il piacere di vedere una bella favola.
Doppiato anche da Giancarlo Giannini (il capo degli uomini grigi), Diego Abatantuono e Sergio Rubini.
Le musiche sono scritte e cantate da Gianna Nannini e sono davvero un azzeccatissimo accompagnamento.

 
Stop frame: Bellissima la fantasia dei ragazzini che sulle mura del vecchio anfiteatro immaginano di essere su un veliero a sfidare le onde di una tempesta improvvisa. Splendida e poetica la scena in cui Momo danza con le lucciole.

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