Cinemorfina, per drogati di cinema

NIRVANA –


 
NIRVANA

di Marco Cherubini

Regia: Gabriele Salvatores
Produzione, anno: Italia-Francia-Gran Bretagna, 1997
Genere: Fantascienza
Durata: 111′
Cast: Christopher Lambert, Diego Abatantuono, Sergio Rubini, Stefania Rocca, Emmanuelle Seigner, Amanda Sandrelli, Silvio Orlando
Voto: Apri la legenda

Siamo in un futuro relativamente prossimo, nell’Agglomerato del Nord: una megalopoli, una sterminata distesa di “case” senza soluzione di continuità, costituita da un centro vivibile e da enormi periferie degradate, consegnate a qualsiasi tipo di razza umana, purché abbastanza abbrutita e degradata da poterci vivere; inoltre, nevica sempre. Questo è lo scenario che fa da cornice al dramma personale del protagonista, Jimi (Christopher Lambert), il miglior creatore di videogiochi della multinazionale OKOSAMA STARR, in ritardo sulla consegna del suo ultimo capolavoro dell’intrattenimento, “Nirvana”, per l’appunto. Orbene, Jimi è in crisi esistenziale (fa uso di stupefacenti, come un po’ tutti in questo posto, del resto), creativa e soprattutto sentimentale, visto che da circa un anno è stato piantato dalla sua bella, Lisa. E, tanto per far piovere (anzi, nevicare) sul bagnato, il protagonista del suo videogioco, Solo (Diego Abatantuono) prende conoscenza di se’, capisce di essere finzione, finzione che “vive” in un mondo fittizio, e chiede al suo creatore di “morire”.
Che fare ? Quale scelta opererà Jimi ? Farà finta di nulla, cercando di “guarire” il suo videogioco dalla specie di virus che probabilmente lo altera, per poter consegnare in tempo il videogioco alla multinazionale, beccandosi il solito bel mucchio di soldi da godersi (e sniffarsi, una volta convertiti in droga) tutto da solo ? Oppure sceglierà di mandare tutto in malora, di mettendosi nei guai con la legge, alla ricerca della libertà per il suo “amico” digitale, e soprattutto alla ricerca di se’ stesso ?

Decisamente atipico, questo Nirvana, nel panorama cinematografico italiano, anche se chi conosce il cinema di Salvatores vi ravviserà alcune tematiche presenti in altre sue opere. Di sicuro al regista va il grande merito di aver cercato di allargare gli orizzonti del cinema italiano (ed europeo, in parte) con un esperimento (solo in parte riuscito, temiamo) nel filone kolossal – fantascientifico, rimasto (purtroppo) una “cattedrale nel deserto” delle produzioni nostrane. Saremmo ingiusti se dicessimo che il regista prova a scopiazzare, riadattandole in chiave casereccia, atmosfere e contenuti tipo Blade Runner e dintorni; diciamo semmai che reinterpreta ed omaggia tali lavori. Sorvoleremo invece sugli spunti che il film offre, riguardo il classico caleidoscopio realtà-apparenza, il senso dell’esistenza, parallelismo stupefacenti-videogiochi, e via riflettendo, lasciando a ciascuno la libertà di trovare profondità o superficialità in tale contesto.
Completamente incolore la interpretazione di Lambert, buona la prova del resto del cast (Abatantuono, Sergio Rubini, Amanda Sandrelli, ecc.); curiose le comparsate di Claudio Bisio e Paolo Rossi (il comico).
Ad alcuni è piaciuto parecchio, ad altri decisamente meno; Nirvana presenta qua e là suggerimenti interessanti, ancorché, come detto, poco originali; si può amare od odiare, ma purtroppo si può anche, e con facilità, seguire con indifferenza: un esperimento riuscito a metà ?

19/11/02

 

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