Cinemorfina, per drogati di cinema

ONE FINE SPRING DAY –


 
ONE FINE SPRING DAY
(Bomnaleun ganda)

di Gianpiero Mendini

Regia: Hur Jin-Ho
Produzione, anno: Corea del Sud/Hong Kong/Giappone, 2001
Genere: dramma sentimentale
Durata: 106′
Cast: Yoo Ji-Tae, Lee Young-Ae, Baek Sang-Hui
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Un bel giorno d’estate, un ragazzo e una ragazzo s’innamorano registrando il suono del vento fra gli alberi.
Ma l’ebbrezza di tanta passione nel giro di pochi giorni sparisce, proprio come spazzata via da una folata di vento…

Come può un amore scomparire così velocemente? chiede ad un certo punto (in una delle scene più emozionanti del film) il protagonista Sang-Woo alla sua (ormai ex) amata, ma lei resta lì immobile, in silenzio, incapace di dare una risposta logica a ciò che sta loro accadendo.
Non c’è soluzione perché non c’è mistero, è il destino che talvolta gioca con i nostri sentimenti: un amore nasce senza preavviso né motivazione ed allo stesso modo inesorabilmente finisce.

Grazie ad una regia attenta ed essenziale (la storia è raccontata per mezzo di lenti movimenti di macchina, di piani fissi, della quasi totale mancanza di primi piani), ad un’ottima direzione degli attori e ad una colonna sonora incisiva ma mai invadente, il film piano piano ci coinvolge, riuscendo (senza forzarci) a farci condividere i sentimenti dei due protagonisti, le gioie e i dolori che comporta la fine di un amore appena iniziato.
Hur Jin-Ho cerca e riesce a trovare una propria strada, un percorso creativo originale ed emozionante, capace sì di omaggiare i Maestri (Ozu e Rohmer in primis) ma di non perdere con questo la propria identità.

Molte le scene imperdibili: dal primo (buffo) incontro, al finale in pianosequenza (uno dei più emozionanti che abbia mai visto), senza dimenticare la toccante uscita di scena della nonna (che m’ha ricordato il Kurosawa di Rapsodia in agosto).

Lento ma mai noioso, “One fine spring day” traduce in immagini e suoni ciò che nemmeno i protagonisti di questa storia riescono ad esprimere e forse a capire: sensazioni, sguardi, parole inutili, silenzi, fruscio del vento…se non è magia questa; magia del cinema intendo!

17/03/03

 

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