Cinemorfina, per drogati di cinema

PAYCHECK –


 
PAYCHECK
(bla bla bla)

di Giacomo Calzoni

Regia: John Woo
Produzione, anno: USA, 2003
Genere: Thriller/Fantascienza
Durata: 119′
Cast: Ben Affleck, Uma Thurman, Aaron Eckart, Joe Morton, Paul Giamatti
Voto: Apri la legenda

Michael Jennings è un ingegnere che svolge incarichi di spionaggio top secret al termine dei quali, tutte le volte, si fa cancellare la memoria del lavoro svolto. Dopo un progetto durato ben tre anni si ritrova braccato dall’ FBI, dai suoi datori di lavoro e, invece dei 68 milioni di dollari pattuiti, come ricompensa ottiene solamente una busta contenente 19 oggetti apparentemente inutili.

Paycheck è tratto da un racconto di Philiph K. Dick ma, diciamolo subito, del grande scrittore di fantascienza è rimasto solo il nome. Lo stesso discorso vale per John Woo, che da quando ha messo piede sul suolo americano ha realizzato solo un film (ma che film!) degno della sua fama: Face/Off: ma allora che rimane? Un fanta-thriller nella media, abbastanza guardabile ma al quale manca un elemento imprescindibile per questo genere: la credibilità. I 119 minuti scorrono via senza troppe amenità, ma non ci si sente mai troppo coinvolti, non si freme. Tutto è già stato visto e sentito, e in meglio, pure: un film quasi superfluo (l’ennesimo), tanto per la carriera del regista quanto per la vita dello spettatore. Come dire: l’occhio si diverte, ma la mente pensa ad altro.
Woo butta alle ortiche tutte le tematiche presenti nel plot, dalla perdita della memoria alla previsione del futuro, per concentrarsi piuttosto sull’azione e sulla suspense (che comunque è pochina); l’intenzione forse era quella di guardare all’ Hitchcock di Intrigo internazionale, ma quello che ne viene fuori è semmai un ibrido tra The Bourne Identity e Minority Report (e di ben altro spessore era il film di Spielberg), con tanto di romanticismo posticcio. Le strizzatine d’occhio al suo pubblico più affezionato ci sono tutte, dai faccia a faccia con le pistole puntate addosso all’ormai insopportabile colomba bianca, ma Paycheck rimane lo stesso un film su commissione (il regista inizialmente doveva essere Brett Ratner): per chi si accontenta, però, c’è da segnalare una scena d’inseguimento lunga e discreta. Ben Affleck, poi, è un vero spasso (la sua espressione stupita/attonita/smarrita fa spanciare la platea dalle risate), mentre Uma Thurman è messa lì lì solo come soprammobile. Insomma, se fosse stato diretto da un qualsiasi direttore della seconda unità (quale appunto mi piace considerare Ratner) il film avrebbe potuto rappresentare una modesta sorpresa, ma così com’è ci si incazza e basta. Eh, se ne è passato di tempo da quando il poliziotto Dumbo e il killer Topolino turbarono per sempre le notti di un ragazzino che di Hong Kong conosceva solo Bruce Lee…
Meriterebbe pure mezzo voto in meno.

16/02/04

 

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