Cinemorfina, per drogati di cinema

PETER PAN – RITORNO ALL’ISOLA CHE NON C’E’ –


 
PETER PAN – RITORNO ALL’ISOLA CHE NON C’E’
(RETURN TO NEVER LAND)

di Alxandra

Regia: Robin Budd, Donovan Cook
Produzione, anno: USA, 2002
Genere: animazione
Durata: 72′
Cast:
Voto: Apri la legenda

Jane è la figlia di Wendy, l’amica di Peter Pan, adesso Wendy è grande è sposata ed ha due bambini. Scoppia la guerra e il marito deve partire, lasciando la famiglia raccomanda alla piccola Jane di proteggere la mamma e il fratellino.
Jane prende molto a cuore l’incarico ricevuto dal padre e 4 anni di guerra, di bombe e di sirene d’allarme la fanno crescere in fretta. E’ molto giovane ma non è più la bimba spensierata che dovrebbe essere, noncrede più nelle favole, non crede più in Peter Pan e nell’Isola che non c’è. Una sera, dopo aver urlato al fratellino che non esiste Peter Pan Jane va a dormire e viene rapita da Capitan Uncino che la scambia per Wendy. Così jane, portata in volo all’Isola che non c’è, deve ricredersi sull’esistenza di Peter Pan e della sua banda. E’ dura da convincere la piccola Jane, la sua razionalità fa perdere sinanche le forze a Campanellino rischiando di ucciderla. Ma il lieto fine è d’obbligo nei film, figuriamoci nei cartoon! E così Jane capisce che credere nella fantasia non significa non prendere sul serio i propri doveri, anzi non si dovrebbe privare nessuno dei propri sogni, perché sono quelli che rendono la vita più serena.
Niente a che vedere con l’originale Peter Pan, questo cartoon come la maggior parte delle II parti è deludente, manca della poesia del primo, è tutto piuttosto scontato e banale e non c’è nemmeno la scena clou che la Walt Disney di solito regala piena di musica, colori ed effetti incantatori (vedi i servizi che ballano e cantano ne La Bella e la Bestia, per citarne uno). Insomma la Wat Disney ha adottato la tattica di propinare al pubblico più di un film all’anno guadagnando sicuramente in quantità (di danaro: gadgets, vhs, dvd ecc.) ma perdendo ogni anno di più in qualità. Da la Bella e la Bestia in poi è un decrescere di qualità e un crescere in banalità e assenza di poesia, un valore che si va perdendo e che almeno i cartoon potevano mantenere e trasmetterlo alle nuove generazioni di cyber-babies.

06/09/2002

 

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