Cinemorfina, per drogati di cinema

PLANET TERROR di Anna Maria Pelella.


 
PLANET TERROR

di Anna Maria Pelella.

Regia: Robert Rodriguez
Produzione, anno: Usa, 2007
Genere: horror
Durata: 94′
Cast: Naveen Andrews, Electra Avellan, Elise Avellan, Michael Biehn, Josh Brolin, Leroy Castanon, Cecilia Conti, Jeff Fahey, Stacy Ferguson,  Carlos Gallardo, Nicky Katt, Andrea Lee, Rose McGowan, Julio Oscar Mechoso, Hung Nguyen, Tommy Nix, Freddy Rodríguez, Rebel Rodriguez, Tom Savini, Marley Shelton, Quentin Tarantino, Bruce Willis –
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– Dov’è quella merda?
(spara ai contenitori di DC2)
– Adesso, ovunque!
(Il tenente Muldoon/Bruce Willis ad Alby/Naveen Andrews, prima che il DC2
venga liberato)

Ok, ci siete? State per salire sull’ottovolante di Robert Rodriguez, quello che in tutto il mondo era in buona compagnia con Death Proof di Tarantino e i trailers più demenziali della storia del cinema. Esce ora anche da noi Planet Terror, con il solo trailer Machete! sempre di Rodriguez, che ci cattura con questo divertente omaggio al film di genere, girato con la spensieratezza del fan e nel contempo con il talento assoluto dell’esperienza acquisita sul campo.
Da una parte ci sono gli onesti cittadini di una piccola città del Texas che si trovano insieme in una tavola calda, e dall’altra abbiamo il tenente Muldoon che scatena l’inferno attraverso la liberazione di un potente veleno commissionato dal governo per azioni di guerra in posti strategici. Il DC2 è il veicolo del contagio che riduce rapidamente a zombi dementi gli abitanti del luogo, e la resistenza organizzata dagli avventori della tavola calda ha davvero il sapore delle migliori iperboli dei film di genere anni settanta. La paranoia che pervade l’atmosfera del racconto ci ricorda che siamo in America e che adesso anche là succedono cose brutte, e poichè viviamo in un mondo pieno di muri e questi vanno difesi da gente con i fucili, ecco spiegato il motivo di tale incredibile degenerazione. I militari, che per la verità non escono per niente bene da questa pellicola, sono sia irresponsabili, quando provocano il caos per un eccesso di paranoia, sia ridicoli, quando mettono su un apparato da corte marziale con tanto di prigionieri, nel bel mezzo dell’assalto dei pericolosi sickos. La parte in cui Tarantino tenta uno stupro e si accorge di essere in piena mutazione è molto godibile, sia per il sottotesto antimilitarista, che per l’incredibile faccia di lui mentre si guarda le parti basse che colano sul pavimento. Le scene in cui i pochi superstiti si accorgono di essere praticamente accerchiati e tentano un’organizzazione, danno l’impressione di essere volutamente in contrasto con la caotica disorganizzazione dei militari, oltretutto causa dell’intero macello.
Rodriguez si compiace apertamente della possibilità di resuscitare un genere così pieno di eccessi, non fosse altro che per il piacere di prenderne in giro i canoni. Le sue inquadrature vengono direttamente dai fumetti, le facce assolutamente incredibili che sfoggiano tutti, dai protagonisti fino alle comparse sembrano prese di peso dai filmacci dell’epoca d’oro delle grindhouse, dove saper recitare non era per niente necessario. Persino Machete pare un manifesto d’epoca.
Il tutto è condito dalla grossa capacità ironica dell’intero cast, che allegramente ci porta incontro alla versione pulp delle motivazioni che sono dietro ai conflitti americani dell’ultimo periodo. Spicca tra i camei di cui è zeppo l’intero film quello di Bruce Willis che fa quello che fa sempre, e Tom Savini già Sex Machine per Rodriguez in Dal tramonto all’Alba. La parte più innovativa è rappresentata da una pistolera bionica, che spara agli zombi da un M16 innestato a mò di protesi nella gamba, e quando finalmente la vedremo all’opera sarà come se gli anni non fossero mai passati. Anche il finale omaggia in pieno le antiche glorie dei film di genere, regalandoci una bellezza pesantemente armata degna di figurare nell’olimpo delle dark lady cui Tarantino e Rodriguez fanno continuo riferimento.

Il talento del regista in materia di action ci regala un’ora e mezza spesa bene a ricordare le pellicole dell’epoca d’oro dei film action, e solo dopo che è tutto finito ci si accorge dell’esplosione di adrenalina che tiene alto l’interesse dello spettatore per l’intera durata del film. Rodriguez sa come coinvolgere, le sparatorie e le scene d’azione sono da sempre il suo cavallo di battaglia, qui condito anche da un’ironia e dal gusto per la citazione, che da soli impreziosiscono la già serratissima rappresentazione.
Tutto questo è visibile già a partire dal trailer Machete in cui l’attore ispanico Danny Trejo interpreta alcune scene omaggiando Desperado, pellicola di Rodriguez del 1995 nel quale Trejo è un sicario abile nel lancio di coltelli, e nella restante parte del film l’omaggio è a mano a mano più evidente, fino all’esplosione di eccessi finale che rende immortali le pellicole cui si è ispirato.

20/08/2007

 
Stop frame:
– SPOILER –

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