Cinemorfina, per drogati di cinema

Quattro giorni a settembre


 
QUATTRO GIORNI A SETTEMBRE
(O que é isso, companheiro? )

di Francesca Colantoni

Regia: Bruno Barreto
Produzione, anno: Brasile , 1997
Genere: Drammatico
Durata: 110 ‘
Cast: Alan Arkin, Fernanda Torres, Pedro Cardoso, Claudia Abreu, Selton Mello, Fernanda Montenegro, Nelson Dantas, Marco Ricca
Voto:

”Quattro giorni a settembre” é un film duro, forte, e spiazzante. Ti colpisce come un pugno nello stomaco e ti fa riflettere su una realtà che sembra tanto lontana e diversa dalla nostra ma non lo é affatto. Questa realtà quasi del tutto sconosciuta a noi europei é il regime dittatoriale che ebbe il potere per più di vent’anni in Brasile, dal colpo di stato militare contro la democrazia del 1964 alle prime elezioni libere del 1989. Il film é diretto da uno dei più grandi registi brasiliani, Bruno Barreto, già autore di film come ”Bossa nova” del 1999 e ”Donna Flor e i suoi due mariti” del 1976. La storia é tratta da un vero fatto di cronaca avvenuto a Rio de Janeiro all’inizio di settembre del 1969 narrato dall’ex terrorista Fernando Gabeira nel suo libro ”O que é isso, companheiro?” da cui il film prende il titolo originale. Fernando Gabeira nel 1969 entrò infatti a far parte dell’MR8, il Movimento Rivoluzionario dell’8 ottobre [realmente esistito], un gruppo terrorista che agiva contro la dittatura di destra che era al potere. Il film narra il percorso di formazione compiuto da Fernando all’interno dell’organizzazione, dal momento dell’entrata fino al sequestro dell’ambasciatore americano Charles Burke Elbrick [interpretato dal bravo Alan Arkin] in cambio della liberazione di 15 compagni imprigionati e torturati dal regime e della lettura del loro comunicato di rivendicazione nelle radio e nelle tv di tutto il paese, in risposta all’abolizione della libertà di stampa promulgata dalla dittatura nel 1968.
La pellicola di Barreto é interessante sotto diversi punti di vista. Innanzitutto il modo in cui dipinge Rio de Janeiro, una città che noi stranieri siamo abituati ad immaginarci colorata, divertente, e piena di fascino. In questo film invece Rio diventa fredda, scarna, grigia, proprio a sottolineare il periodo di crisi che il paese stava attraversando. Altro elemento interessante é la capacità di Barreto di far convivere fra loro le diverse opinioni e visioni sul terrorismo e la dittatura. Così il punto di vista si sposta da quello dei vari terroristi, a quello dell’ambasciatore americano, a quello dei membri dei servizi segreti, a quello delle persone comuni, fornendoci un quadro completo della situazione brasiliana del peiodo e di come é stata vissuta.
Il merito di Barreto é quello di aver dato al resto del mondo e soprattutto ai più giovani che non hanno vissuto quella fase storica, modo di conoscere questo triste periodo della storia del suo paese, che ha influito non poco sulle vicende successive del Brasile. Bella anche la fotografia, che unisce le inconsuete inquadrature distanti e grigie di Rio, ai primi piani intensi dei personaggi, ai dettagli nel buio della stanza della tortura o in quella in cui é rinchiuso l’ambasciatore, alle immagini in bianco e nero del repertorio storico brasiliano e non [lo sbarco sulla Luna del 1969 ne é un esempio]. Bravissimi anche gli attori, soprattutto i protagonisti Fernanda Torres [la terrorista Maria] e Pedro Cardoso [Fernando Gabeira/Paulo], che danno la giusta intepretazione nervosa e falsamente distante ai personaggi, e poi i comprimari Selton Mello [Oswaldo], bravissimo nel rendere la fragilità di un giovane pieno di sogni e ideali che si affaccia per la prima volta alla realtà violenta del terrorismo e ne esce sconfitto, e Claudia Abreu [Reneé], terrorista gentile e spaventata. Un altro attore davvero bravo é Marco Ricca, nel ruolo tormentato di un agente dei servizi segreti addetto alle torture che ormai non riesce neanche più a dormire a causa dei sensi di colpa ed é in crisi con la moglie. Il film si avvale anche delle interpretazioni di due mostri sacri del cinema brasiliano, e cioé Fernanda Montenegro [attrice candidata all’Oscar nel 1998 per il film ”Central do Brasil”] e Nelson Dantas. La pellicola é stata inoltre nominata agli Oscar del 1997 come miglior film straniero, ma venne battuta dal bel film olandese ”Character -bastardo eccellente”. Il mio consiglio é di vedere questo film perché, oltre a darci uno scorcio realistico del lato triste del Brasile a cui non siamo abituati, ci permette di conoscere gli attori davvero bravi di cui questo paese dispone, inoltre é ben diretto, e racconta una storia interessante dal punto di vista della narrazione a più voci e dei dialoghi duri e taglienti come lame. Potete facilmente trovare il film in una buona videoteca.

 
Stop frame: il momento in cui Paulo sta per uccidere l’ambasciatore, il momento in cui Oswaldo non trova il coraggio di uccidere il poliziotto, e la scena finale quando Maria si unisce al gruppo dei terroristi in partenza per l’Algeria.

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