Cinemorfina, per drogati di cinema

Resident Evil


 
RESIDENT EVIL

di Luciana Morelli

Regia: Paul W.S. Anderson
Produzione, anno: GB/Ger , 2002
Genere: Avventura/Fantasy
Durata: 104 ‘
Cast: Milla Jovovich, Michelle Rodriguez, Eric Mabius, James Purefoy, Colin Salmon, Marisol Nichols, Joseph May, Martin Crewes
Voto:

Nei primi anni del XXI secolo la Umbrella Corporation, un’azienda leader mondiale nella tecnologia e nelle forniture medico-sanitarie ha condotto, nella grandiosa e segreta installazione sotterranea chiamata Alveare“, delle ricerche militari bio-tecnologiche estremamente pericolose che, qualora finissero nelle mani sbagliate, potrebbero mettere seriamente a rischio la vita del pianeta. Ed è proprio qui, 400 metri sotto terra, all’interno di uno dei laboratori più tecnologici del mondo, che alcuni scienziati hanno creato il “Virus-T” (con relativo antidoto) ed avrà luogo l’irreparabile. Quando qualcuno infatti, con l’intento di sottrarre un campione del preziosissimo e misterioso virus, ne diffonde una parte nel condotto di areazione, il computer che controlla i sistemi di sicurezza dell’Alveare (una sofisticatissima Artificial Intelligence chiamata “La Regina Rossa“) ne blocca istantaneamente tutte le uscite, intrappolando ed uccidendo tutti i dipendenti che lavoravano all’interno.
La sensuale ed eterea Alice (Milla Jovovich) dopo essersi risvegliata da un lungo sonno in una doccia, in preda ad acute amnesie e di fastidiosi e confusi flashback sulla sua vita passata, sembra come sperduta nella tetra e principesca villa in cui si ritrova. Prima che inizi a capirci qualcosa (lei e noi), una spedizione speciale dotata di maschere antigas e tuta anticontaminazione irrompe dalle finestre nella lussuosa villa (scena che ricorda quella di “E.T.”) e la costringe ad unirsi alla missione dell’unità militare speciale S.T.A.R.S., che la porterà a dover combattere contro tutto quello che il mondo ha finora creato e che è tragicamente sfuggito esso di mano. E così, armata di vestitino da sera rosso porpora, di un paio di graziosi stivaletti modello anfibio molto “trendy” e con al fianco l’arcigna Michelle Rodriguez (già protagonista di “The Fast and the Furios” al fianco di Vin Diesel e di “Girlfight“) nei panni dell’agguerritissima ed incazzatissima Rain (concedetemi l’eufemismo nel definire il personaggio praticamente uguale alla Vasquez di “Aliens”) si ritrova ad un certo punto, suo malgrado, a dover capitanare il commando armato fino ai denti, inviato nell’Alveare dalle Forze Speciali di Sicurezza del Governo per bloccare la fuoriuscita del terribile virus. Quello che però le due eroine non sanno è che gli impiegati non sono effettivamente morti, ma sono stati trasformati dal virus-T in zombi affamati di carne umana che daranno loro filo da torcere fino alla fine. Non ci saranno solo gli zombi a far dannare la squadra di intrepidi avventurieri ma anche numerose trappole che la Regina Rossa ha innescato pur di non far entrare, ma soprattutto uscire in alcun modo il virus dalla base.
Tratto dal celebre videogioco che fu progettato e lanciato sul mercato dai giaponesi della Capcom nel 1996 e che in sei anni ha incassato qualcosa come 600 milioni di dollari, è diretto per il grande schermo da Paul W.S. Anderson (da non confondere assolutamente con Paul Thomas Anderson regista di “Magnolia”, “Sydney” e “Boogie Nights”) regista anche del pessimo “Punto di non Ritorno” e di “Mortal Kombat“, riscuotendo con quest’ultimo un discreto successo (almeno negli USA) per la perfetta corrispondenza della trama con il gioco. Anderson ama usare i primi piani, le ombre, e potenti effetti sonori per shockare, stupire e colpire lo stato d’animo dello spettatore anche se qui, nelle scene salienti, si fa spesso aiutare dalle prepotenti irruzioni del rock”afone” (molto stile di Rob Zombie) “meritodi Marylin Manson e Marco Beltrami. Curatissimi gli effetti speciali supervisionati da Richard Yuricich, tre volte candidato all’Oscar perStar Trek“, “Incontri ravvicinati del terzo tipo” e “Blade Runner“), tranne per il mutante (nel gioco è chiamato Licker) che somiglia ad una sorta di bruttissima copia del mostro di “Alien” molto più veloce, e per gli zombi che sono davvero pessimi (al contrario di quelli del gioco); spesso con un “buh!” e due cazzotti a mani nude le due “dolci” donzelle ne fanno una strage e, cosa ben più grave, non mettono assolutamente paura. La stanza dei raggi laser è veramente spettacolare, ma anche qui nota dolente, gli effetti ricordano, neanche tanto vagamente, quelli delle scene iniziali di “Cube“; i cani zombi sono forse l’unica cosa che fa veramente impressione insieme al notevole effetto dell’ologramma 3D della Regina Rossa.
Avevamo già visto la promettentissima Milla ne “Il Quinto Elemento” (film diretto nel 1997 dal suo ex-marito Luc Besson) nei panni di Leeloo, l’indimenticata ed indimenticabile guerriera tornata in vita dopo cinquemila anni per salvare la Terra dalla malvagità e, dopo averla vista anche in R.E. possiamo dire che sembra davvero nata per questo tipo di ruoli.
Nel cast ritroviamo anche un altro volto non proprio nuovo e cioè l’Eric Mabius (nel ruolo del sovversivo Matt) protagonista senza infamia e senza lode deIl Corvo 3-Salvation“; James Purefoy (“Il Destino di un Cavaliere“) interpreta invece il ruolo dell’agente speciale Spencer (il fittizio marito di Alice). Gli altri componenti della squadra sono interpretati da Colin Salmon (One), Marisol Nichols (Dana), Joseph May (Blue), Martin Crewes (Kaplan) e Anna Bolt (“raccomandata” sorella del produttore Jeremy Bolt che nel film fa anche una piccola particina interpretando lui stesso tre o quattro morti viventi, e che è socio di Anderson con lui fondatore della società di produzione Impact Pictures qui direttamente coinvolta).
Dunque, sebbene le idee per questo film risultino poco originali in quanto evidentemente stralciate un pò dovunque, leggasi “Aliens”, “Cube”, George A. Romero (che fu il primo a scrivere la sceneggiatura per questo film ed a causarne un così grande ritardo nella lavorazione), John Carpenter, i racconti di Lewis Carroll e soprattutto il videogioco di R.E., il risultato è un pò fracassone ma comunque piacevole e divertente, decisamente rivolto ad un pubbliconon impegnato“. Il problema (?) di “Resident Evil” è infatti che allo spettatore non viene data nessuna valida ragione per interessarsi al film ed a ciò che esso rappresenta, se non quella del gioco, della storia surreale che ha un inizio ed una fine (o più di una) a cui arrivare ad ogni costo e che non ha particolari chiavi di letturaal suo interno. L’unico vero motivo di interesse è vedere come la storia si evolve, il modo con cui il regista ha trasposto l’avventura che finora avevamo visto solo sui monitor del nostro PC o sulla nostra PlayStation. Perchè se ve lo foste dimenticati (mi rivolgo a tutti quelli che ne hanno detto peste e corna) questo film non è altro che la trasposizione di un GIOCO“, una piacevole avventura scacciapensieri che inizia e non si sa se e come finirà. A giudicare infatti dalle ultime scene possiamo scommettere qualunque cosa sul fatto che R.E. non finirà di certo qui.
Se è questo che pensate di andare a vedere bene….ma se vi aspettate un film dell’orrore sugli zombi, che possa spaventarvi a morte e disturbare i vostri sonni tranquilli beh..mi sa che dovrete aspettare ancora un pò o noleggiarvi un bel VHS/DVD di grandi classici del genere come la trilogia dell’indiscusso re dei morti viventi George A.Romero (“La notte dei morti viventi”, “Zombi” e “Il giorno degli Zombi”) o quella del “nostro” amato ed odiato Lucio Fulci (“Zombi 2”, “Paura nella città dei morti viventi” e “L’Aldilà”).

 
Stop frame: Ottima la sequenza claustrofobica nell’ascensore dei primi minuti del film e la disperata fuga degli impiegati che cercano invano di sfuggire al tremendo virus.

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