Cinemorfina, per drogati di cinema

RING –


 
RING
(Ringu)

di Gianpiero Mendini

Regia: Nakata Hideo
Produzione, anno: Giappone, 1998
Genere: horror
Durata: 96′
Cast: Nanako Matsushima, Miki Nakatani, Hiroyuki Sanada
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Se questo non è un cult-movie, ditemelo voi cos’è…
Originariamente vi è un racconto di Suzuki Koji di grande successo in Giappone, talmente grande da creare una serie televisiva e 5 film, ovvero RING e RASEN (praticamente contemporanei) tratti dallo stesso racconto, un sequel (RING 2), un prequel (RING 0) ed ora un remake USA per la regia di Gore Verbinski (The Mexican) con Naomi Watts (Mulholland Drive), attualmente al secondo posto al box-office statunitense!
Per non parlare del fatto che questo film, con CURE di Kurosawa Kiyoshi, ha praticamente dato il via alla cosiddetta “new wave horror” giapponese, che in questi ultimissimi anni ha donato alla produzione cinematografica del Sol Levante nuova linfa e creatività!

RING parla di una leggenda metropolitana, secondo la quale chi per malaugurata sorte vede una certa cassetta, sulla quale vi sono registrate alcune strane ed inquietanti immagini, riceverà immediatamente una telefonata e dopo una settimana morirà;
e questo è quello che succede ad alcuni giovani, misteriosamente colpiti da infarto a sette giorni esatti dalla maledetta telefonata.
Una giornalista, parente di una delle vittime, vuole far luce sulle cause dei decessi…a suo rischio e pericolo!

Detto questo, potrebbe sembrare il classico filmettino dell’orrore a cui siamo abituati, tipo So cos’hai fatto o Urban Legend, ma sin dalle prime immagini vi renderete conto di non essere al cospetto di un horror qualunque.
La grande capacità di questo film (e del regista Nakata) è di creare un’atmosfera cupa (i colori dominanti sono il nero e il blu) e pervasa da un senso, a tratti disturbante, di malessere generale…è come se sentissimo anche noi, come la protagonista, che qualcosa non funziona, che piano piano le cose si metteranno male, ma non possiamo tirarci indietro.
Questa particolare aurea di mistero è costruita in maniera ineccepibile con l’ausilio di pochissimi effetti speciali, senza alcun spargimento di sangue (e qui gli amanti dello splatter non saranno contenti, tant’è…) e con l’utilizzo efficacissimo della colonna sonora (compresa la musica di sottofondo, davvero spettrale, del grande Kenji Kawai).
Insomma, un bellissimo film che non si dimentica (come purtroppo spesso succede, ultimamente) dello scopo primario di questo genere di film: cioè quello di far paura!!!
Da tenere d’occhio il giovane regista giapponese Nakata Hideo, che con le opere successive (RING 2, CHAOS e DARK WATER) ha dimostrato di non essere solo una meteora.

Voci di corridoio dicono che dovrebbe uscire anche da noi, fra qualche mese o qualche anno…bè, incrociamo le dita!

18/11/02

 
Stop frame:
– SPOILER –
l’incontro finale (terrificante) con Sadako

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