Cinemorfina, per drogati di cinema

Scipione detto anche l’Africano


 
SCIPIONE DETTO ANCHE L’AFRICANO

di Marco Cherubini

Regia: Luigi Magni
Produzione, anno: Italia/Francia/Germania, 1971
Genere: Comico
Durata: 95′
Cast: Marcello Mastroianni, Vittorio Gassman, Silvana Mangano
Voto:

Film solo apparentemente storico, commedia solo apparentemente leggera. Ambientato, con molte licenze “poetiche”, nella Roma repubblicana, questa pellicola, diretta nel 1971 da Luigi Magni (specializzato in affreschi storici: un film per tutti: “Nell’anno del Signore”), ci narra di un Publio Cornelio Scipione (interpretato da un grande Marcello Mastroianni) accusato da Catone il Censore (Vittorio Gassman, l’altro protagonista) di essersi appropriato di un tributo in danaro destinato all’Erario di Roma.
L’opera strizza fin troppo chiaramente l’occhio ai giorni nostri: in romanesco la recitazione, ambientata tra vere rovine anziché tra i fondali di Cinecittà, infarcita di battute caustiche e di tristissime verità, tale pellicola ci mostra, manifestandosi attualissima ed universale, uno Scipione immenso e distante agli occhi di molti (e perciò “fastidioso”), ed umanissimo al tempo stesso.
A Mastroianni, tra mille facezie, il compito di raffigurare un uomo ormai fuori dal tempo sotto tutti i punti di vista, un “gigante assediato dai nani”, e da un fiero avversario, Catone, che conoscendone il valore, vuole immolarlo sull’altare del bene supremo dello stato.
Eccezionale il personaggio tratteggiato da Silvana Mangano, nei panni di Emilia, moglie di Scipione; spassosissimo quello del fratello di Scipione, dipinto qui come una simpatica canaglia, ed interpretato dal vero fratello di Marcello Mastroianni, Ruggero, che ha curato il montaggio di questo (e di innumerevoli altri) film.
Si ride amaro. Un bel film da riscoprire (e pazienza se la verità storica, tra “errori” voluti e non, a volte latita un po’ troppo).

 
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